27/06/2008 Cartoline da Pau – 13 Vi offro tre brevi spunti di cronaca oggi, uno legato ad una piacevole, personale esperienza, e due dalla lettura dei quotidiani.
Per quanto riguarda il primo, ebbene ieri mi sono dovuto recare a Parigi per un incontro con il Presidente della WBF Jose’ Damiani, in merito all’organizzazione dei prossimi giochi mondiali di ottobre, ed ho avuto il grandissimo piacere di volare Air France e di frequentare aeroporti francesi.
Già a Pau, e quindi in un piccolo aeroporto, ho potuto stampare senza problemi la carta d’imbarco da uno dei terminal a questo disposti, che, a occhio, non sono meno di 40, passare serenamente i controlli ad una delle molte porte presenti, tutte in funzione, così da non dover affrontare code, e non ho dovuto aspettare né all’imbarco né alla partenza, avvenute entrambe in perfetto orario. Stessa musica al ritorno (ma a Orly, e quindi non all’aeroporto principale della città di Parigi, di terminal elettronici non ce n’erano meno di duecento, disseminati ovunque; risultato: la fila al check in la fa solo chi ha bagaglio, e anche questi possono evitarla se prenotano online, visto che c’e’ una lunghissima fila di counters dedicati a loro!). Vi invito a confrontare quanto descritto con Alitalia ed i nostri aeroporti, ed a desiderare che la nostra compagnia venga presto acquisita da quella francese.
Ieri la Spagna ha battuto sonoramente la Russia nella semifinale dell’Europeo di calcio, ed è davvero simpatico leggere oggi sui tre quotidiani che ho letto gli incitamenti alle “furie rosse” affinché portino a casa il titolo. E’ vero che dall’altra parte c’è la Germania, che non è di norma amatissima qui, ma traspare dagli articoli anche una spontanea vicinanza d’animo nei confronti dei confinanti, ai quali evidentemente la regione di Pau deve essere legata da antica amicizia. In effetti, il dialetto bearnese parlato in zona è una mescolanza di francese antico e di basco, e ci sono canti e balli tradizionali comuni alle due diverse popolazioni.
Infine, una notizia squisitamente locale, che cito perché richiama una situazione presente anche da noi nella stessa forma.
Data la grave minaccia di estinzione che grava sull’orso che abita i Pirenei, è stato deciso di importare esemplari dalla Romania per aiutare la ripopolazione, ma questo si è scontrato con allevatori e contadini locali, i quali sono proprio i responsabili del decremento demografico degli orsi, causa la caccia che gli danno per scongiurare le razzie che ogni tanto devono soffrire. Stessa cosa accaduta da noi in Abruzzo qualche tempo fa, e stessa soluzione: la costituzione di un fondo che risarcisca le perdite. Sarei curioso però di scoprire nel tempo quali saranno i tempi dei risarcimenti in Francia e quali in Italia, e quanti gli adempimenti burocratici da espletare; mi dispiace dirlo, ma io scommetto che le cose andranno meglio qui.
Mi sono un pochino dilungato con il “cappello” di cronaca perché la penna mi è oggi greve nel descrivere gli avvenimenti bridgistici, visto che, con la stupenda eccezione delle ladies, la giornata è stata davvero cupa per i nostri colori, sui quali si sono addensate le stesse nubi che hanno fatto ritorno anche nel cielo (piove di nuovo).
Nell’open abbiamo dovuto subire gli effetti della famigerata doccia scozzese, ovvero di un alternarsi di entusiasmo e di amarezza. Eravamo infatti partiti benissimo, tanto che, nel corso del primo turno di giornata ed a giochi ancora in corso, avevamo addirittura messo per un attimo il muso davanti a tutti. Giocata l’ultima carta del mattino – turno vinto contro la Repubblica Ceca per 23-7 – eravamo a soli quattro VP dai leader, e siamo rimasti vicini anche dopo il secondo incontro, vinto per 19-11 sulla Russia.
Nel tardo pomeriggio, però abbiamo perso malamente – per punteggio e modalità – con un’Olanda che era in quel momento in caduta libera. Siamo ora quarti, vicinissima a secondi e terzi, ma a 20 VP dalla Norvegia, e sembra improbabile riuscire a recuperare il divario e confermarsi campioni per l’ottava volta. Niente è però ancora perduto, ed i nostri hanno più volte dimostrato di essere capaci di ogni rimonta.
Oggi ci aspettano il Portogallo, ultimissimo, e poi Bulgaria e Francia. Queste due squadre attraversano momenti opposti: i bulgari hanno avuto ieri un’ottima giornata e sono ora quarti, mentre i francesi ne hanno avuto una pessima e da quarti che erano riusciti ad essere sono ora ottavi.
Intorno a noi ha avuto una grande giornata la Norvegia, capace di costruirsi un vantaggio forse decisivo, mentre si è molto ridimensionata la Germania.
Nel Senior – mi lascio la competizione femminile per ultima per concludere con il dolce – è successo un disastro. I nostri avevano finora condotto un magnifico cammino, regolare e positivo, e ieri erano attesi da una giornata decisamente abbordabile, specie negli ultimi due turni. Purtroppo, invece, la luna si è messa di traverso, e dopo un brutto 7-23 contro l’ottima Olanda, abbiamo inopinatamente perso anche dall’Irlanda e dall’Estonia (10-20 e 14-16), due squadre che occupano posizioni di bassa classifica.
Siamo ancora sesti, ma ci aspetta una giornata per niente adatta al recupero, visto che ci toccano per chiudere i giochi (sia Senior che Ladies concludono oggi), nell’ordine, il Belgio, primo, Israele e Germania.
I belgi si erano staccati dal gruppo, ma poi hanno preso una tranvata dalla Svezia (6-24), e hanno ora solo 2 VP su un’altra formazione sorprendente, la Turchia.
Proprio la Svezia è terza, e la sua può certo ancora dirla la quarta, l’Olanda.
Queste quattro hanno calendari diversi, il peggiore essendo quello degli scandinavi. Olanda e Belgio hanno poi lo scontro diretto nel penultimo turno.
Non meno appassionante la lotta per San Paolo, che può coinvolgere tutte le squadre fino all’Austria, dodicesima a 17 VP dalla meta (ma ce ne sono poi altri 23 di VP per arrivare ai tredicesimi).
Finalmente la valanga rosa per la gioia del cronista e del tifoso.
Le nostre avevano una giornata davvero terribile, nella quale erano attese da Croazia – sesta due anni fa – bye (questo non troppo duro), e Germania come indigesta pietanza di fine pasto.
21 VP con le croate e 19 con le tedesche sono i due fantastici score delle azzurre, le quali sono ora ancora terze, ma a soli 6 VP dalla Francia e 3 VP dalla Germania. Questo trio disputerà verosimilmente lo sprint per il titolo, ma qualche sorpresa è sempre possibile anche da dietro, visto che la Svezia è a 7 VP da noi, e la Spagna è solo un VP dietro alle scandinave.
Noi abbiamo un calendario duretto: Norvegia, ottava, ed Inghilterra, settima, come antipasto e dolce, mentre il piatto di mezzo è rappresentato dall’Austria, penultima. Continuando con la parafrasi gastronomica, speriamo di fare di quest’ultima un solo boccone.
La Francia è messa un po’ meglio, visto che deve vedersela con Israele, pericolosa ma discontinua, Danimarca, sesta, e Galles, derelitto. La Germania, per concludere, ha Olanda, Ungheria e Portogallo, e, dunque, il calendario più facile di tutti, ma delle tedesche abbiamo già ampiamente detto: sono in genere loro le padrone del loro destino, e tutto dipende più dalle carte - e se quelle importanti capitino o meno ad Auken-von Arnim - che dalle avversarie di turno.
In chiave Venice Cup si può dare qualche chance alle squadre fino alle orange, le quali sono ora undicesime a 18 VP dalle seste.
Ancora un passettino e poi avremo finito. A domani,
Maurizio Di Sacco
Nazionale Open
FORMAZIONE
Francesco Angelini Antonio Sementa Norberto Bocchi Giorgio Duboin Lorenzo Lauria Alfredo Versace M. T. Lavazza (cng) M. Ortensi (coach)
Nazionale Women
FORMAZIONE
Gianna Arrigoni Gabriella Olivieri Gabriella Manara Caterina Ferlazzo Simonetta Paoluzi Ilaria Saccavini G. RESTA (cng) D. DE FALCO (coach)
Nazionale Senior
FORMAZIONE
Franco Baroni Marco Ricciarelli Ezio Fornaciari Carlo Mariani Arturo Franco Roberto Cambiaghi G. MACI (cng)
Federazione Italiana Gioco Bridge
Via Giorgio Washington 33 - 20146 Milano - P.I. 03543040152