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26/06/2008
Cartoline da Pau – 12
Girando per la città, ho cominciato a veder comparire qua e là manifesti colorati, bandierine, gagliardetti e fotografie di giganti in bella posa, e, indagato, ho scoperto che la fioritura è relativa alla finale del Campionato Francese di Rugby, che si disputerà sabato allo Stade de France (Parigi).
   I miei colleghi arbitri francesi sono in effetti in grande agitazione, e compaiono tutti immancabilmente con l’Equipe sotto il braccio, che scorrono poi avidamente soprattutto nelle pagine riservate all’imminente evento. A cena con loro non si parla d’altro, ed ho dovuto spesso farmi tradurre espressioni gergali ed anche battute tutte legate al mondo del rugby.
   Autentica passione popolare dunque questa, e testimonianza della cultura sportiva a tutto tondo dei francesi, capaci di entusiasmarsi per le vicende più varie invece che focalizzarsi unicamente sul calcio. Era così anche da noi fino a non troppi anni fa, quando seguitissime sulle nostre reti erano anche discipline come ciclismo, tennis, sci, pallacanestro ed altre minori, andate però scomparendo causa la profusione di gesta pedatorie di vario genere che ci viene costantemente propinata. Oramai, si trova il tempo di occuparsi di altri sport solo quando un qualche nostro rappresentante è impegnato, per poi veder calare di colpo l’audience quando questi scompare dalla scena, triste, ulteriore testimonianza di come i gestori dei palinsesti televisi possono influenzare l’opinione pubblica.
   Nel salotto dello sport francese saranno di fronte il Clermont Ferrand ed il Toulouse, con i pronostici tutti a favore dei primi, vincitori di entrambi gli scontri nella stagione regolare.
   Tra tanto rugby che riempie i quotidiani, inframmezzato, nello sport, soprattutto dai reportage sul torneo di Wimbledon – The Championship come lo chiamano gli inglesi – compare felicemente in ben due quotidiani un reportage sul campionato europeo di bridge riservato agli under 18, in corso al Lycee Barthou, proprio accanto alla sede di gara dell’evento maggiore.
   Otto squadre, e quarantotto partecipanti, per un evento da coltivare con amore, perché in quei ragazzi c’è il futuro del nostro sport.
   Tra i grandi ci si avvia a grandi passi versi l’epilogo, lontano oramai pochi incontri, e la situazione si fa via, via fatalmente sempre più delineata in tutte le serie.
   Nell’Open c’è una gran bagarre sia per il podio che per le posizione valide per la Bermuda Bowl, e solo tre squadre – Israele, Estonia e Portogallo – possono essere dichiarate fuori da ogni gioco.
   All’incertezza hanno certo contribuito i nostri splendidi rappresentanti, i quali hanno continuato la loro risalita con tre vittorie. Non si è trattato di massacri, ma sono adesso quarti, vicino alla vetta, e averli lì dietro non può che rendere nervoso chi è davanti, specie se, come nel caso di Germania, seconda, e Russia, terza, devono ancora vedersela con gli azzurri.
   Si era avvicinata pericolosamente anche l’Olanda - che era la nostra più quotata avversaria della vigilia - tanto da agguantare per un attimo il secondo posto, ma gli orange hanno sonoramente perso per 22-8 dalla Russia nell’ultimo incontro, e sono scivolati al nono posto. Nei primi sei c’è ora anche la Francia, anch’essa reduce da una giornata positiva.
   I nostri hanno un cammino terribile d’ora in poi, dato che devono incontrare quasi tutte le prime, ma questo, dovessero giocare sui loro standard abituale, non è che un vantaggio, visto che ogni incontro varrà doppio.
   Per cominciare, oggi ci spettano la Repubblica Ceca (non inganni la poca notorietà, i Cechi sono decimi e per niente tagliati fuori) e poi, a seguire, due incontri decisivi, Russia e Olanda.
   Molto bene hanno fatto le signore, le quali hanno marciato al ritmo che si poteva chiedere loro prima dell’inizio della giornata (circostanza del resto disattesa solo ieri nell’arco dell’intero campionato). Pari e patta nei due incontri con le forti Spagna e la Svezia, uno vinto e uno perso per 17-13, e poi la prevista buona vittoria (21-9) contro l’Irlanda.
   Questo è bastato a conservare il secondo posto di ieri, anche se ci è costato qualcosa in termini di distacco sulla settima classificata, lontana ora 19 VP contro 21 che erano.
   Guida sempre la Germania, che aveva una giornata simile alla nostra – due incontri duri e uno morbido – ma ne è uscita leggermente meglio (1 VP sopra media in quelli più difficili e 25 in quello abbordabile), e terza è sempre la Francia, che si è solo leggerissimamente avvicinata a dispetto della giornata assai facile.
   Più giù, è di nuovo andata in crisi nera l’Olanda (28 VP nei tre incontri), ieri quarta e ora sprofondata al tredicesimo posto, e appaiata alle tulipane c’è Israele, anch’essa in crisi, anche se già da ieri. Sono risalite Croazia, decima, e Svezia, ora quinta.
   Proprio le croate, seste a Varsavia due anni fa, sono il nostro antipasto di giornata, mentre poi osserveremo il turno di riposo, assai utile per essere pronti al clash of titans del tardo pomeriggio, contro le leader tedesche.
   Una giornata cruciale, da affrontare con serenità.
   Altra nota positiva nell’ambito di una giornata tutta più o meno rosea per i nostri colori viene dall’Over 58, dove i nostri si sono comportati benissimo una volta di più. Avevano una giornata di fuoco, e ne sono usciti con una sola stecca – 8-22 contro la Svezia – e due acuti, ovvero 19-11 alla Norvegia e 20-10 alla Polonia. Nel frattempo il Belgio ci ha sopravanzato, ma grazie ad una giornata molto favorevole. I leader hanno oggi Inghilterra, Norvegia e Svezia, mentre noi siamo attesi da Olanda, Irlanda ed Estonia; le due squadre hanno insomma alla rovescia quello che è stato il loro cammino di ieri, e ci sono buone speranze di tornare in vetta se sapremo mantenere il livello mostrato fino ad ora.
   Dietro di noi si è fatta sotto la sorprendente Turchia, ora terza a soli 2 VP da noi, e stava per rientrare in corsa una delle super favorite del torneo, Israele. Questi avevano infatti incassato due consecutive 25 nei primi due incontri, ma sono poi andati a sbattere contro i Danesi ed hanno segnato solo 5. Il totale è comunque che si sono avvicinati alle posizioni nobili, e sono ora noni.
   Je revien,
   
   Maurizio Di Sacco
   
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