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24/06/2008
Cartoline da Pau – 10
Nell’ambito della mia quotidiana ricerca di qualche spunto di cronaca sui quotidiani locali, mi sono imbattuto oggi in una notizia molto curiosa, la quale da la misura di una certa dimensione romantica che avvolge il modo francese di vedere la vita, e ne restituisce anche il loro famoso nazionalismo.
   Le Sud Ouest da grande risalto al costante flusso turistico, di appassionati del genere ma non solo, che da qualche tempo porta numerosi francesi a Saragozza, dove un cultore locale, Juan Sanz, ha aperto un lussuoso albergo solo quale contorno per la sua collezione riguardante Tintin.
   Tintin è un celeberrimo personaggio dei fumetti, creato dal genio di Herge (al secolo Georges Prospere Remi, nato belga ma vissuto in Francia per gran parte della vita), il quale ha molte delle caratteristiche che piacciono tanto ai cugini d’oltralpe, tanto da essere venerato da moltissime associazioni a lui dedicate.
   Lo contraddistinguono lo spirito d’avventura, la voglia di conoscenza, l’apertura verso gli altri popoli e le altre culture, insomma la grande liberalità e l’apertura mentale.
   Certo che Herge doveva avere una personalità assai dicotomica, se, a dispetto del suo personaggio, fu legato durante la guerra ai gruppi della destra cattolica integralista e collaborazionista, tanto da essere condannato per collaborazionismo dopo la liberazione.
   Per quanto riguarda il nazionalismo contenuto nella notizia, ebbene l’autore si rammarica molto che le spoglie mortali (nel testo originale) dell’eroe francese riposino ora in terra di Spagna, anche se nota come sia un omaggio al personaggio il fatto che si debba andare all’estero per visitare la collezione.
   Chiusa la parentesi, veniamo ora al bridge.
   Il bollettino odierno fa notare scherzosamente che il titolo di oggi avrebbe ben potuto essere l’opposto di quello di ieri, dato che oggi a guidare due competizioni su tre c’è l’Italia, ma purtroppo (il capo redattore è inglese) il secondo incomodo non è l’Inghilterra, ma la Germania.
   I tedeschi, del tutto inattesi ad una prova di questo livello (mi sembra che non abbiano mai giocato la Bermuda Bowl, e quindi non vantano nessun posto tra i primi sei), conducono tra l’altro proprio l’Open, ovvero la competizione nella quale i nostri erano maggiormente attesi ad una prova in testa al gruppo.
   Purtroppo però la giornata di ieri non ha fatto che confermare lo stato di difficoltà attraversato dagli azzurri al momento, tanto che siamo stati capaci di raggranellare solo 45 VP, la media pura e semplice.
   E’ indispensabile trovare già oggi un ritmo ben migliore se vogliamo mantenere il titolo, visto che il primo posto è già lontano, 27 VP sopra di noi.
   Non è la prima volta che ci troviamo in difficoltà, e non è il caso di fare previsioni nefaste.
   Detto della sorprendente Germania, si fa notare soprattutto la Svezia – che incontreremo oggi nel secondo turno in una sfida probabilmente decisive – la quale ha mantenuto un bel passo nonostante un calendario di discreta difficoltà. Ottima è anche la Norvegia, pur in formazione lontana da quella campione del mondo, mentre è prevedibilmente affondata l’Inghilterra, ieri leader.
   Veniamo ora al presente tutto tinto di rosa – è proprio il caso di dirlo – della squadra signore, alla quale, dato il calendario terribile di ieri, veniva chiesta una marcia circa media. Così è stato, visto che sono stato messi insieme 46 VP frutto di una prima sconfitta (10-20) con Israele, e poi di due belle vittorie con la Danimarca (19-11) e con la Francia (17-13).
   Questo ci ha permesso di tenere a distanza le tedesche, capaci di rifilare un cappotto mai visto alle svedesi (106-6!) nel primo turno, ma anche di farsi battere 22-8 dalla Croazia, a ribadire quanto molte volte detto sulla loro discontinuità. Sul terzo gradino le detentrici francesi, stoppate proprio da noi in piena corsa, e dietro tutte le altre favorite, con l’unica eccezione della Svezia, ora tredicesima dopo essere stata sepolta sotto la valanga tedesca.
   Per le nostre ci sono oggi Turchia e Finlandia, appaiate al diciassettesimo posto a 48 VP da noi. Un’occasione per fare un buon bottino e confermarsi in testa.
   Altre note molto positive dai nostri più anzianotti rappresentanti, i quali hanno inflitto un triplice 21-9 agli avversari di giornata; se si può rimpiangere qualche punto perso nei primi due casi, visto che giocavamo contro Spagna e Galles, allora penultima e ultima, non altrettanto si può dire dell’ultimo incontro, giocato contro la fortissima Danimarca.
   Dietro, proprio la Danimarca è la nota negativa di giornata, dato che è scivolata al decimo posto, mentre, sempre nella casella dei ‘cattivi’, continua l’inspiegabile crisi di Israele, ancora 6 VP sotto media, al tredicesimo posto.
   Tra i “buoni” c’è invece la Polonia, che ha risalito la china ed è ora settima con 10 VP sopra media, in posizione adatta per attaccare la cima della montagna, ed insieme ai baltici si segnala anche il Belgio, squadra di giocatori medio-buoni, ma che mi dicono solida e compatta. I belgi sono ottimi terzi, dietro a noi e all’Inghilterra.
   Per concludere, riporto anche la spaventosa crisi dei campioni in carica tedeschi, solo quindicesimi dopo una giornata orribile. E’ vero che i germanici avevano sorpreso tutti vincendo a Varsavia, ed è vero che avevano offerto una prova molto mediocre già a Shanghai, ma non era prevedibile trovarli così in basso.
   I nostri oggi attendono la Turchia, sesta, e poi gli immediati inseguitori inglesi, per una giornata al calor bianco.
   Ad majora,
   
   Maurizio Di Sacco
   
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