
Una lunga parte dei vari discorsi tenuti dagli oratori di ieri era dedicata alla storia della città di Pau, e non posso fare a meno di ricordare, in particolare, come più volte sia stato messo l’accento sulla lunga tradizione di città utilizzata come ritiro invernale per generazioni di inglesi, tedeschi e addirittura americani.
Da questo viene fatta derivare la grande cultura sportiva della zona, dove sono presenti formazioni di alto livello in molte discipline, ma, soprattutto, è diffusissima la pratica di tante attività, all’aperto e non.
E’ un peccato quindi dover constatare come il tempo non sia stato per niente clemente fino ad ora, con frequenti scrosci di pioggia ed un sole mai veramente nato, ma, a conferma di quanto sopra, c’è da dire che per quanta acqua faccia il clima si mantiene salubre ed asciutto, ed è un vero piacere godere della temperatura fresca, accattivante, che dispone alla degustazione delle meraviglie gastronomiche locali ed apre lo spirito alla straordinaria bellezza del paesaggio circostante.
Del resto, la tradizione degli ultimi anni di “europei” non ha avuto se non un ulteriore conferma: caldo torrido negli anni dispari (si è scritto l’anno scorso che qualunque città sede della manifestazione diventa come per miracolo la più calda d’Europa), e pioggia battente in quelli pari. A Malmoe nel 2004 piovve ininterrottamente per la bellezza di 15 giorni e mezzo sui diciassette passati in terra di Svezia, ed a Varsavia nel 2006 abbiamo subito in due settimane più temporali di quanti se ne vedano da noi in un intero inverno.
All’interno della sede di gara il tempo si è però mantenuto sul sereno per i nostri azzurri, i quali, partiti lento pede con la Svizzera (17-13 causa lo stato di grazia degli avversari, ed eravamo sotto di 19 dopo sole cinque mani), hanno però macinato punti sia con Monaco (25) che, soprattutto, con la quotata Inghilterra (23).
Siamo ora in testa al gruppo (A), e tutto lascia prevedere che la pratica qualificazione sarà presto archiviata.
Dietro di noi c’è qualche sorpresa, dato che nessuno poteva prevedere il secondo posto della Repubblica Ceca, o il nono di Monaco, e, soprattutto, il quindicesimo della Danimarca ed il sedicesimo dell’Inghilterra. Sono solo canzonette per ora, data la lunghezza del cammino ancora da percorrersi, e i moltissimi punti in palio.
Nell’altro girone – il B – dove si prevede una battaglia ben più accesa che nel nostro, dato il molto maggiore equilibrio del raggruppamento, si fa notare il misero quattordicesimo posto della Norvegia campione del mondo in carica, 1 VP sotto media.
Gli scandinavi sono però in formazione completamente sperimentale (come spesso accade loro), e non sono che parenti della squadra che ha dominato la Bermuda Bowl a Shanghai.
Due belle e piacevoli novità sono rappresentate in questo gruppo da San Marino, quinta, e dalla Bielorussia, settima.
Oggi ci aspetta un cammino simile a quello oramai dietro le nostre spalle: un comodo bye nel quarto turno e poi la Latria, terz’ultima, nel quinto, per concludere con il piatto forte, la quotatissima Israele, al momento terza.
A parte quest’ultimo incontro, vi segnalo domani altri match di cartello da seguirsi su BBO: niente nel quarto turno – davvero curioso il fatto che ci siano in programma solo dei testa-coda in questo round – Israele/Inghilterra (Gruppo A) e Bulgaria/Norvegia (Gruppo B) nel quinto, e per finire Svezia/Bulgaria (Gruppo B) nel sesto. Potrebbe poi essere curioso vedere all’opera i Cechi contro l’Olanda (Gruppo A), ancora nel sesto turno.
Au revoir,
Maurizio Di Sacco