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25/06/2008 Cartoline da Pau – 11 La notizia di ieri è strettamente legata al nostro mondo: l’arrivo in città del magnate dello stagno Jaime (Jimmy) Ortiz Patino, Presidente Emerito della EBL e della WBF.
Patino, favolosamente ricco e grande appassionato di sport, ha rappresentato e rappresenta tutt’ora un modo di amministrare che è di esempio per tutti i suoi successori. Durante la sua presidenza, ha avuto il grande merito di traghettare la WBF dalla preistoria alla modernità, introducendo nelle competizioni bidding box, sipari ed elettronica, e perseguendo sempre il miglioramento costante delle condizioni tecniche ed organizzative a contorno delle grandi manifestazioni internazionali. A lui si deve inoltre lo sviluppo della cultura delle leggi e dell’etica nel nostro sport, visto che sempre Patino è stato colui che per primo ha costituito un comitato leggi stabile, e che ha voluto far scrivere in dettaglio ogni regola. In coincidenza con la sua presenza, e a suo onore, si è tenuto ieri anche il tradizionale President Dinner, ospitato dal Presidente della EBL Gianarrigo Rona, che ha avuto luogo nello splendido scenario medievale dello Chateu de Pau. Il castello, perfettamente conservato, è stato il luogo di nascita del più amato re di Francia, Enrico IV, il quale si fece portatore di istanze di pacificazione e liberalità in tempi oscuri. Enrico III di Navarra, in seguito Enrico IV di Francia Pau, 13 dicembre 1553 – Parigi, 14 maggio 1610), fu re dal 1589 alla sua morte. Fu detto il Grande (ma ebbe anche il soprannome di Le Vert Galant: verde per il colore con il quale più amava vestirsi, galante in riferimento alla sua grande passione per le donne). Era figlio di Antonio di Borbone, duca di Vendôme e di Giovanna III regina di Navarra. Alla morte del predecessore Enrico III, ultimo membro del ramo dei Valois-Angoulême rimasto privo di eredi, per individuare il legittimo pretendente alla corona di Francia secondo la legge salica si dovette risalire al Luigi IX, il Santo. Attraverso il figlio cadetto di quest'ultimo, Roberto di Clermont si discese fino ad Enrico III di Navarra che, divenendo re di Francia, assunse il nome Enrico IV. Egli fu il primo re francese della dinastia dei Borboni. Enrico, che era ugonotto, si convertì al cattolicesimo il 25 luglio 1593, su suggerimento del Granduca di Toscana Ferdinando I de’ Medici, per poter salire sul trono di Francia (celeberrima la sua frase “Parigi val bene una messa”). Egli pose fine alle Guerre di religione iniziate diversi anni prima (1562) tra cattolici ed ugonotti: nell'aprile 1598 emise il cosiddetto Editto di Nantes, primo esempio su vasta scala di norma di tolleranza religiosa con il quale, a certe condizioni e con certi limiti anche territoriali, veniva concessa la libertà di culto in tutto il territorio francese. Dall’imperatore dello stagno, ad un re, e ora agli dei del bridge. La giornata ha visto un discreto riscatto della nostra formazione open, la quale ha battuto sonoramente Israele (23-7) ed ha poi pareggiato con la Svezia. Non ancora il passo spigliato al quale siamo stati abituati, ma ci siamo arrampicati al quinto posto e siamo in posizione ideale per lo sprint finale. Sopra di noi ha vistosamente rallentato la Germania, la quale ha raccolto un misero pareggio con il Portogallo, ultimissimo, ed ha poi perso con una Russia anch’essa in grande spolvero. Gli ex-sovietici hanno raccolto ieri 45 VP, e ci sopravanzano di 1. Sotto di noi c’e’ una bolgia, visto che dalla Francia, quinta con 109 VP, alla Latvia, quindicesima, ci sono solo 14 punti. Situazione prevedibile del resto, dato che l’equilibrio che ci si poteva aspettare. Crollata l’Inghilterra, stenta ancora l’Olanda. Oggi si aspetta una giornata che definisca meglio la situazione, e, in particolare, a noi toccano, nell’ordine, Danimarca, Inghilterra e Latvia. Media difficoltà dunque, ma pur sempre squadre quotate. Dalle signore vengono le note meno positive di giornata, visto che le nostre ladies sono sì ancora seconde, ma hanno raccolto solo 28 VP da due confronti sulla carta assai semplici. E’ facile immaginare che siano state prese da una qualche ansia da alta quota, ed avranno oggi l’occasione di rimettersi in carreggiata. Sono attese dalla Spagna, tradizionalmente scarsina ma qui addirittura quarta, dalla Svezia, nostra abituale bestia nera, e poi da qualcosa di più semplice nei panni dell’Irlanda, al momento quart’ultima. Ci ha sopravanzato la Germania, che ha avuto il turno di riposo ed ha poi bombardato il malcapitato Libano, mentre hanno galleggiato la Francia, ancora terza, e l’Olanda, Quarta. Si fa notare la Svezia, che dopo lo sganassone preso dalla Germania si e’ rimpannucciata e ha scritto 45 VP nella giornata risalendo fino all’ottavo posto. Finalmente una gioia è arrivata dai Senior, che continuano a condurre la corsa in bello stile (e rovinando la festa alla Germania: per il terzo giorno di fila una stessa nazione conduce due corse su tre, e mai la stessa!). I nostri hanno inizialmente zoppicato con la Turchia, perdendo per 18-12, ma hanno poi vinto per 19-11 contro l’Inghilterra, in quel momento seconda. Per i nostro oggi una giornata di fondamentale importanza, visto che devono incontrare due squadroni, Svezia e Polonia, negli ultimi due turni, e che nel primo hanno comunque un impegno non troppo leggero, rappresentato dalla Norvegia. Fuori dai nostri confini, noto la risalita di Israele, e la nuova crisi polacca, come anche la giornataccia dei cugini francesi e l’andamento ancora buono del Belgio, che è tutt’ora alle nostre spalle (ma ha perso 13-17 nell’ultimo incontro con la Spagna, ultima in classifica). Au revoir, Maurizio Di Sacco
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