16/10/2008 Cartoline da Pechino - 11 Anche oggi pesco volentieri dal China Daily, e ancora una volta vi offro una notizia piccolissima all’apparenza, ma a ben guardare invece drammatica e di grande interesse.
Due brevissime colonne a pagina quattro riportano lo svolgimento, ieri qui a Pechino, del congresso mondiale della Washing Hands Association, contestualmente alla giornata mondiale detta Handwashing Day (GHD).
Non si tratta per niente di una bizzarra associazione di madri fanatiche dell’igiene, di quelle, stereotipo della severità da barzelletta, che ossessionano i malcapitati figli con abluzioni di ogni genere; piuttosto, invece, di qualcosa di estremamente serio che fa parte di uno specifico programma dell’UNICEF, lanciato da Dale Rutstein, responsabile del reparto comunicazione dell’UNICEF stessa in Cina.
Le norme igieniche di base, infatti, e il lavaggio delle mani prima di ogni altra cosa, visto che sono le mani a toccare poi tutto il resto del corpo, sono un vero e proprio comportamento salvavita.
Si deve pensare che qualcosa come tre milioni e mezzo di bambini sotto i cinque anni di età muoiono ogni anno nel mondo a causa di diarrea e polmonite, e che la causa scatenante di queste affezioni, che risultano mortali negli ambienti degradati dove vivono, altro non è se non la contaminazione batterica.
È vero quindi che una volta contratta l’infezione basterebbe poterli curare adeguatamente con degli opportuni antibiotici e altri farmaci banali da reperirsi da noi, e quindi che i paesi dove questi bambini muoiono vanno aiutati con infrastrutture sanitarie adeguate e forniture di farmaci, ma – ed è questo che da molto da pensare – è bene riflettere a quanto poco costi invece il semplicissimo sapone, ed una campagna di educazione all’igiene personale di base.
Si badi bene, non è mia intenzione appoggiare l’iniziativa del GHD perché economica, anzi credo che si abbia il dovere di spremere le finanze mondiali per salvare la vita anche di un solo bambino, al contrario, voglio rimarcare il fatto che invece che progettare e sbandierare costose iniziative dall’elevato profilo pubblicitario quali la costruzione di un modernissimo ospedale in un deserto (letterale), sarebbe meglio concentrarsi su elementi più basilari, anche se certo meno remunerativi per l’immagine.
Il GHD ha un suo simbolo, il dottor Ignác Fülöp Semmelweis, che intorno alla metà del 1800 scoprì la relazione tra l’igiene delle mani e la morte per febbre puerperale. Brevemente, Semmelweis si accorse che le morti per febbre puerperale in uno dei due padiglioni di ostetricia del suo ospedale viennese erano del 17% in quello frequentato da medici, e sotto l’1% in quello dove invece lavoravano le sole ostetriche; collegando questo al fatto che i medici raggiungevano spesso il reparto dopo una seduta in sala di autopsia, giunse alla conclusione che doveva esserci una relazione, e altro non fece che imporre a tutti il lavaggio delle mani, pareggiando il conto tra i due reparti.
Semmelweis venne osteggiato dalla comunità medica, e ostacolato in ogni modo, tanto da essere allontanato e poi internato in manicomio quando il poveretto, disperato a causa delle continue, inutili morti di giovani donne alle quali si vedeva costretto ad assistere, cadde in una profonda depressione.
Tutti sappiamo ora quanto banale ragione avesse, ma si dovettero aspettare molti anni prima che le ricerche dell’istituto Pasteur lo dimostrassero, e nel frattempo decine di migliaia di puerpere morirono nel mondo a causa del pregiudizio e dell’ostinata ignoranza.
Bridge ora, anche se pochino.
Gli azzurri hanno proseguito agevolmente la demolizione della Norvegia, la quale ne ha avuto abbastanza dopo 80 delle 96 mani inizialmente previste. Conducevamo in quel momento per 210-111, e siamo potuti andare a fare un riposino pomeridiano.
In finale, la terza di fila, ci aspetta l’Inghilterra, che come noi ha finito prima la sua fatica. Tuttavia, la conclusione è stata in questo caso assai più bizzarra. I tedeschi erano infatti a -74 prima delle ultime sedici mani, e hanno deciso di giocare, ma dopo le prime otto Wladow-Elinescu, giudicando correttamente di avere uno score terribile (lo score del tempo diceva Inghilterra 60 Germania 0!), si sono alzati e se ne sono andati, lasciando tutti basiti!
Altre 96 mani, e poi sapremo se saremo riusciti nella storica impresa di vincere tre olimpiadi consecutive, ricalcando quanto già fatto dal primo Blue Team, che fu capace di vincere a New York (1964), Deauville (1968) e Miami Beach (1972).
Tra le donne, devastante la vittoria dell’Inghilterra sulla Turchia per 304-197, mentre thrilling è stata quella della Cina sugli USA per 161-154. Partite da -24 prima dell’ultimo tempo, le padrone di casa hanno messo in piedi un parziale di 29-0, ma hanno poi subito uno swing da 8 IMP con tre mani da giocare. 4 IMP prima, e 5 dopo hanno però ribaltato di nuovo la situazione, e la Cina ha finito per vincere 161-154.
In questo modo, le asiatiche si sono sbarazzate del fantasma delle americane, dalle quali avevano invariabilmente perso negli ultimi quindi anni, e sono approdate ad una finale che si preannuncia apertissima.
Nel Seniors, infine, USA, come da pronostico, ha fatto polpette dell’Egitto, ritiratosi sul 245-132, mentre grande sorpresa l’ha causata il Giappone tenendo duro fino alla fine e battendo l’Indonesia per 196-175. Non sono in molti a credere nei figli del Sol Levante, ma anche l’argento è già un risultato clamoroso.
Adesso una notizia dal mondo “Youth”: la prima medaglia d’oro nella storia bridgistica della Turchia se la sono guadagnata Sakirler-Sen; ai nostri Franchi-Montanari la medaglia di legno, ovvero il quarto posto.
A domani,
Maurizio Di Sacco
Nazionale Open
FORMAZIONE
Giorgio Duboin Fulvio Fantoni Lorenzo Lauria Claudio Nunes Antonio Sementa Alfredo Versace M. T. Lavazza (cng) M. Ortensi (coach)
Nazionale Women
FORMAZIONE
Gianna Arrigoni Caterina Ferlazzo Gabriella Manara Gabriella Olivieri Claudia Pomares Vanessa Torielli G. RESTA (cng)> D. DE FALCO (coach)
Nazionale Senior
FORMAZIONE
Gianni Balbi Franco Caviezel Franco Cedolin Enrico Longinotti Mario Lucchesi G. MACI (cap)
Nazionale Under 28
FORMAZIONE
Giuseppe Delle Cave Stelio Di Bello Robin Fellus Simon Fellus Francesco Ferrari Matteo Sbarigia R. Pulga (cng)> S. GIANNINI (coach)
Nazionale Under 26
FORMAZIONE
Irene Baroni Andrea Boldrini Arrigo Franchi Andrea Manno Matteo Montanari Alberto Sangiorgio G. RINALDI (cng)> F. BROCCOLI (coach)
Federazione Italiana Gioco Bridge
Via Giorgio Washington 33 - 20146 Milano - P.I. 03543040152