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Campionati Internazionali
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07/10/2008
Cartoline da Pechino - 3
Zao Shang Hao (buongiorno),
come sempre, comincio il mio reportage giornaliero offrendovi spunti di cronaca esterni al bridge, e inabile come sono stato, per il momento, ad intraprendere alcuna esplorazione del luogo, mi affido di nuovo alla lettura dei quotidiani locali.
    Come ieri, traggo di nuovo dal China Daily. La prima notizia, che giganteggia sulla prima pagina, è l’arrivo anche qua, e in generale nei mercati asiatici, dell’effetto Wall Street, ovvero del crollo del mercato finanziario globale che ha seguito quello delle grandi banche di investimento statunitensi. La fotografia di un uomo disperato, ritratto davanti al grande tabellone luminoso della borsa di Shanghai, è lo specchio fedele degli accadimenti riportati dal quotidiano cinese: -5.2% Shanghai, -4.25% Tokio, -5% Hong Kong, -10% Giacarta, e una media oltre il 6% le altre borse di Thailandia, Corea del Sud, India e Singapore.
    Insomma, un vero e proprio effetto domino, che ha colpito il mondo con movimento da Ovest verso Est.
    Il China Daily si lancia in una lunga analisi della situazione, puntualizzando come questo tipo di sommovimenti sia, con l’eccezione del Giappone, assai inusuale da queste parti, dove l’economia di mercato in generale, e soprattutto quella più strettamente legata al mercato finanziario, è scoperta molto recente.
    Brevemente, noto poi la presenza in prima pagina del consueto pezzo dedicato allo scandalo melamina: una quarantina di righe, e poi due intere pagine all’interno, spiegano le misure che il governo intende prendere per arginare il fenomeno delle adulterazioni in particolare e delle contraffazioni in generale, misure esposte in un discorso pronunciato nientemeno che dal leader Wen Ja Bao. Insomma, come già detto ieri, c’è un bombardamento mediatico, incessante, che cerca di dare al mondo un’immagine di attenzione a certi criteri di controllo sulla produzione delle merci che fino ad oggi sono stati totalmente disattesi, se pure esistevano.
    Infine, la notizia più tipicamente attinente il colore locale. La metà superiore della seconda pagina è occupata da una grande foto davvero intrigante: centinai di anziani, in maglietta e boxer, ordinatamente in fila in pieno centro si Shanghai, ovvero nella sfavillante Nanjing Road. Nanjing Road, per capirci, è una strada che attraversa il cuore di Pu Dong, ovvero la zona dove i grattacieli sotto i 300 metri non possono entrare, e in particolare è quella dove si trovano tutti i palazzi più eleganti e tutti i centri commerciali più ricchi di merci, insomma due chilometri circa di luci quante non se ne vedono in nessuna altra parte del mondo.
    Potete ora capire lo stridente contrasto con la fila di vecchietti in mutande, i quali sono lì nell’ambito di un programma portato avanti oramai da due anni da una associazione studentesca di volontariato e sponsorizzata dal governo. Ogni 20 del mese, in particolare, viene offerto un servizio di barba e capelli, di sommaria igiene personale, e di riparazione di piccoli oggetti quali ombrelli, orologi, e radio; niente di male, anzi iniziativa altamente commendevole, ma certo è bizzarro che lo si faccia proprio in Nanjing Road e en plein aire! Forse che anche in questo caso si è in presenza di un’iniziativa di impatto mediatico?
    Al bridge ora, nell’ambito del quale, ora che la corsa è entrata nel vivo, comincerò ad aggiungere qualche notizia anche su cosa succede intorno a noi.
    Nell’Open i nostri hanno consolidato quella posizione in vetta che avevano raggiunto ieri, battendo per 16-14 Macao, per 21-9 la Romania, e asfaltando il Brazile con un tremendo 94-4, 25-0; insomma ribadendo il trend di questo campionato: lento pede contro le avversarie più modeste, e voce grossa contro quelle forti.
    33 VP rappresentano ora la distanza accumulata rispetto alla quinta classificata, e se non fosse che questa porta il sinistro nome di Sud Africa con annessi fantasmi di Shanghai, si potrebbe anche dire chiuso il discorso qualificazione. Proprio i sudafricani sono una delle pietanze del giorno, la terza, preceduta da Estonia e Kenia; in definitiva una giornata assai semplice, ma fosse confermato l’andamento “rovesciato” visto fino ad ora, dovremmo considerarla dura!.
    Nel nostro girone, ben 20 VP sotto a noi, c’è la Danimarca, seguita da Estonia e Canada; i baltici confermando quanto di buono avevano fatto vedere a Pau, quando crollarono solo nel finale. Il calderone è assai ribollente, visto che in 20 VP ci sono ben otto squadre e, dunque, il discorso qualificazione è un nodo ancora complicato da sciogliere. In posizione di attesa ci sono diverse papabili, tra le quali segnalo Irlanda, settima, Francia, ottava, e Brasile, nona.
    Nel girone B conduce Israele, che tra l’altro con 194 VP può vantare la miglior media di tutti i gironi (quasi 21.5 VP per incontro), davanti a India, Olanda e Cina; quattro squadre pronosticabili, dunque (con la moderata eccezione dell’India, comunque squadra di vaglia). Questo è il girone di ferro dell’Open, visto che alcune delle squadre al momento escluse valgono quasi quanto quelle al momento qualificate; Svezia (ottava) e Russia (sesta) soprattutto, ma anche l’Ungheria (quinta). Anche qui, tuttavia, a parte Israele niente può dirsi definito, visto che ci sono 20 VP tra la quarta e la decima.
    Nel girone C, unanimemente ritenuto invece quello di coccio, guida la Polonia davanti alla Norvegia – lo spauracchio del campionato con i suoi freschi titoli (Bermuda Bowl l’anno scorso ed Europeo quest’anno), alla Spagna e a Cina Taipei. Queste ultime due non figurerebbero tra le favorite in nessun altro girone, ma qui non destano invece sorpresa, visto che al di sotto se ne possono trovare altre due di discrete, ma sempre niente di speciale come Egitto e Bulgaria. Giochi forse già conclusi per le due leader, avanti 30 e 23.5 VP rispettivamente sulla terza e 41 e 34.5 sulla quinta, ma aperti dal terzo fino al nono posto per le rimanenti, ovvero nell’ambito di 23 VP.
    Infine il girone D, che vede davanti la Germania, la quale conferma così i recenti brillanti trascorsi in campo europeo, davanti a USA, Inghilterra e Indonesia. Anche qui le prime due hanno scavato un solco importante, ma per le altre sembra esserci lotta solo fino all’ottavo posto. Non ci sono grandi nomi nel gruppo delle inseguitrici, ma almeno, rispetto al gruppo C, le prime quattro sono tutte squadre di primo piano.
    È ora di occuparsi delle signore, le quali ci hanno a loro volta dato delle buone soddisfazioni. Le nostre avevano una giornata adatta a mettere fieno in cascina, e l’hanno fatto, battendo prima l’Egitto (non poi così miserella, visto il quarto di finale della Venice Cup raggiunto l’anno scorso) per 24-6, poi Hong Kong per 19-11 e infine Trinidad & Tobago per 23-7. Il totale ci vede assise con 167 VP su un confortevole terzo posto dietro all’Inghilterra, leader del gruppo con 193 VP (miglior performance in ambito Women), ad agli Stati Uniti, secondi con 172 VP. Le seste sono lontane già 21 VP, ma la lotta sarà ancora dura. Le altre due posizioni utili ad assicurare la qualificazione – salvo ripescaggio della migliore sesta – sono al momento occupate da Polonia, attendibile, e Hong Kong (molto meno), con tante candidate ancora a bussare alla porta, quali Norvegia, Giappone, Lituani ed Egitto.
    Per le nostre portacolori ci sono oggi due delicati antipasti quali Bielorussia e Guadalupe, e poi un piatto “in dolce e forte”, quell’Inghilterra che comanda la corsa.
    Nel gruppo F, quello al momento più equilibrato, il naso davanti a tutte lo mette per ora la Spagna, anch’essa squadra dal presente luminoso – vedi il bronzo di Pau – a dispetto di un passato dominato dalle ombre. Le iberiche hanno 175 VP, e guidano davanti a Cina (173.5), Finlandia (167) e Francia (159). Dato il punteggio basso delle prime, è facile intuire che la situazione è qui molto più fluida, con solo trenta VP tra la squadra di testa e la decima. Candidate importanti al momento fuori sono la Russia campione in carica (sesta), la Danimarca (settima) ed il Canada (dodicesima e lontana, ma non ho visto qui le giocatrici che hanno fatto la brillante storia di questa squadra negli ultimi trent’anni; forse le nordamericane sono nel mezzo di un ricambio generazionale).
    Conclude il gruppo G, dove la testa la tiene saldamente la Germania, seguita da Svezia, Ungheria, Singapore e Olanda. Non c’è nessuna squadra nota dietro a queste, ma non si può certo dire che Ungheria e Singapore lo siano e, dunque, questo si può certo definire il girone di minor spessore complessivo. Dietro, tra le squadre di una qualche, se pur modestissima tradizione, ci sono Turchia e Sud Africa.
    Tra i Seniors poche luci e molte ombre per gli azzurri, che avevano però un cammino difficile. Prima un 13-17 contro la Germania, e poi un 7-23 contro la fortissima Indonesia sono i risultati di giornata, scadenti, ma ancora buoni per il decimo posto, vista l’incredibile staticità della classifica del nostro gruppo. I nostri 105 VP sono infatti solo 8 VP distanti da quelli dell’ottava, non certo una distanza incolmabile. Oggi per noi Egitto, Olanda a Tailandia, ovvero una giornata duretta. Comincia ad essere tempo di last call, e ulteriori passi falsi potrebbero essere fatali.
    Nel girone L – il nostro, appunto – è in testa la corazzata Indonesia, che ha vicino l’altrettanto quotata Australia, mentre molto più giù (da qui si capisce come mai la classifica non si muove), ci sono in posizione di qualificazione Canada, Polonia, Germania, Egitto, India e Cina nell’ordine. Tra le papabili manca all’appello l’Italia, appunto, ed il Belgio, squadra che ha dato spettacolo a Pau.
    Nel girone K davanti è la squadra a stelle e strisce, davanti al Giappone – e anche qui le prime due sono ben staccate dal resto del gruppo, con Francia, Hong Kong, Inghilterra, Cina Taipei, Sud Africa e Ungheria ad occupare gli altri posti validi per i sedicesimi di finale.
    Dietro annaspano due squadre che tutti avrebbero pronosticato nel primo gruppo, Svezia e Danimarca, entrambe molto attardate in classifica – quattordicesima e tredicesima nell’ordine – ma a meno di 15 VP dall’ottava (ebbene sì, anche qui la classifica è assai statica).
    Ancora i giovani e poi abbiamo finito.
    I nostri Under 26 hanno continuato a zoppicare, concludendo la giornata con un bottino parziale di 43 VP, due sotto media. Prima hanno perso per 10-20 contro la Danimarca, poi hanno fatto pari battendo con l’identico punteggio l’Australia, e infine hanno segnato un 13-17 contro gli Stati Uniti.
    La situazione comincia ad essere meno rilassata di quanto non fosse prima, visto che siamo ancora tra i qualificati, ma settimi e soli 5 VP sopra la nona. Oggi ci aspettano Norvegia, seconda, Cina Taipei, undicesima, e Canada, nona. Una giornata assolutamente cruciale.
    Infine gli Under 28, che ci hanno prima illuso con un perentorio 25-0 al Sudafrica e un bel 17-13 alla Croazia, ma hanno poi preso una sonora bastonata dalla Turchia per 5-25. Siamo 29esimi, 17.5 VP dalla qualificazione, e anche qui non si può più sbagliare.
    Arrivederci,
    
    Maurizio Di Sacco
    

Nazionale Open
FORMAZIONE
Giorgio Duboin
Fulvio Fantoni
Lorenzo Lauria
Claudio Nunes
Antonio Sementa
Alfredo Versace
M. T. Lavazza (cng)
M. Ortensi (coach)
Nazionale Women
FORMAZIONE
Gianna Arrigoni
Caterina Ferlazzo
Gabriella Manara
Gabriella Olivieri
Claudia Pomares
Vanessa Torielli
G. RESTA (cng)>
D. DE FALCO (coach)
Nazionale Senior
FORMAZIONE
Gianni Balbi
Franco Caviezel
Franco Cedolin
Enrico Longinotti
Mario Lucchesi
G. MACI (cap)
Nazionale Under 28
FORMAZIONE
Giuseppe Delle Cave
Stelio Di Bello
Robin Fellus
Simon Fellus
Francesco Ferrari
Matteo Sbarigia
R. Pulga (cng)>
S. GIANNINI (coach)
Nazionale Under 26
FORMAZIONE
Irene Baroni
Andrea Boldrini
Arrigo Franchi
Andrea Manno
Matteo Montanari
Alberto Sangiorgio
G. RINALDI (cng)>
F. BROCCOLI (coach)
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