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12/10/2008 Cartoline da Pechino - 7 Bloccato nel CNCC, senza quotidiani in inglese causa la domenica, ed inabile a leggere correntemente il cinese, non ho oggi da offrirvi altro che bridge e, in particolare, il resoconto della prima giornata della fase a KO, gli ottavi di finale.
La necessità di avere un giorno di riposo per consentire la disputa della seconda giornata dell’individuale, ha costretto la WBF a programmare gli ottavi in un solo giorno, e quindi sulla distanza tutt’altro che probante di 56 smazzate. Qua e là ci sono state diverse sorprese nell’ambito dei 24 incontri, otto per ciascuna delle categorie Open, Women e Seniors, ma sebbene non voglia dire con questo che sia stata la breve distanza a determinarle, certo che la stessa non ha aiutato le migliori. Comincio con il proporvi il quadro dei risultati e poi vi offrirò un commento. Cominciamo, naturalmente, dalla nostra squadra Open, la quale non ha mai sofferto nell’arco della giornata, tenendo sempre l’India mai a meno che debita distanza. Gli indiani furono anche il viatico di quella che rimane l’ultima vittoria a livello mondiale, ovvero la Bermuda Bowl del 2005 all’Estoril. Anche in quella circostanza li scegliemmo e poi li battemmo facilmente nei quarti. Purtroppo, non posso raccontare una giornata altrettanto piacevole per quello che riguarda la squadra Women, la quale si è battuta molto bene contro le russe campionesse in carica, ma ha dovuto alla fine soccombere. La sconfitta è maturata fondamentalmente nel primo dei quattro tempi, perso per 40-9, perché da allora in poi abbiamo tenuto il passo delle nostre avversarie, e con un bel quarto tempo le abbiamo avvicinate fino a cedere di 21, 118-97, nell’incontro che, nei tre eventi, è stato terzo tra quelli che si sono conclusi con il minor numero di IMP spostati complessivamente. Avessimo indovinato il KQ secco fuori impasse in un grande slam al 50% non chiamato dalle nostre avversarie, o il K fosse stato benignamente ben piazzato, vi racconterei oggi un’altra storia. Detto dei nostri, veniamo ai rimanenti 22 match, cominciando dall’Open. Sebbene non del tutto una sorpresa, fa certo notizia la sconfitta degli USA, battuti dalla Polonia per 127-100. I baltici si sono lentamente ma inesorabilmente staccati nell’arco delle prime 42 mani, arrivando a +37 con un turno a finire; gli americani se ne sono ripresi 10, e data la piattezza del turno hanno già fatto tanto, ma l’orologio stava già percorrendo inesorabile l’ultimo giro. Proprio la Polonia, data la viciniori età di tabellone, è il nostro avversario odierno nei quarti di finale. Brasile e Cina hanno dominato una parte ciascuna del match: la prima ai padroni di casa, avanti 107-27 dopo 28 board, e la seconda tutta la Brasile, che era indietro di un misero IMP con un solo board a finire. A quel punto i cinesi hanno giocato 3Q-1 in sala chiusa, e si sono avventurati a 3NT nell’altra, ed il risultato dell’incontro è rimasto nelle mani di Diego Brenner, che attaccava. Una cuori avrebbe determinato l’un down, una fiori avrebbe richiesto diversi passaggi critici al dichiarante, mentre la picche finalmente selezionata dal rappresentante carioca ha spianato la strada, e la Cina ha prevalso 134-125. Per i padroni di casa ci sarà la Norvegia, che completa il quadro della terribile parte alta del tabellone, dove figuravano tutte le migliori ad eccezione dell’Olanda. I nordici hanno agevolmente disposto della Turchia, se pure con qualche iniziale difficoltà fino a metà incontro, quando il vantaggio si limitava a 7 IMP. Premuto sull’acceleratore non c’è più stata storia: 145-84. La sorpresa più clamorosa l’ha causata la Romania, la quale era passata agli ottavi in maniera rocambolesca e si trovava ad affrontare Israele, che aveva invece dominato il proprio girone in lungo e largo. Dopo un iniziale ed illusorio +9 dopo il primo tempo, gli israeliani sono crollati, finendo per perdere largo, 102-170. Avversari dei rumeni saranno gli inglesi, che hanno superato abbastanza comodamente la Bulgaria. Nell’ultimo quarto del tabellone sono passate l’Olanda, che ha sofferto fino all’ultima mano prima di piegare l’Estonia per 99-89, e la Germania, che ha invece letteralmente distrutto il Belgio nelle mani da 15 a 56. Partiti infatti a -22, 20-42, i tedeschi hanno finito per dominare 210-89! Le donne, ora. Nella parte alta del tabellone, la Germania schiacciasassi ha triturato un’avversaria di più, battendo il Brasile 158-32, e altrettanto agevolmente ha vinto la Cina sulla Polonia, stritolata 176-40. Germania-Cina, un grande classico degli ultimi vent’anni, promette ora di essere il match più interessante dei quarti. Sempre in alto, facile anche la vittoria statunitense sulla Spagna, battuta 161-73, mentre tiratissimo, tanto da registrare il punteggio più basso di tutto il lotto, è stato lo scontro tra Olanda e Danimarca. Le Danesi hanno preso un leggero vantaggio nelle prima 28 smazzate, e poi le orange hanno preso a rimontare la corrente. L’ultima smazzata aveva in palio IMP bastanti a far mettere loro il naso avanti, ma quando, nella stessa situazione di Brenner, la corrispettiva danese ha attaccato a cuori contro 3NT, la Danimarca ha finito vittoriosa 98-86. Nella parte bassa, l’Inghilterra ha superato Singapore, ma il finale di 175-122, oltre a rappresentare il record di IMP mossi di giornata, è menzognero sul reale andamento dell’incontro. Le asiatiche hanno infatti tenuto botta alle ben più quotate avversarie fino a poche mani dalla fine, quando erano ancora a -11 con otto mani da giocare. Accanto, la Francia ha battuto la Svezia in un incontro dall’andamento schizofrenico: 70-15 per le transalpine nel primo tempo, ma 55-1 per le svedesi nel secondo. Francia a +1. Ancora una sventola delle francesi, 45-12, ed ancora una rimonta delle nordiche, avanti 23-0 dopo sei delle ultime 14 mani. Le distribuzioni si sono però spianate, e la tornata calma ha portato al 126-106 finale. Alla Russia, della quale abbiamo già tristemente detto, si aggiunge infine la Turchia, la quale ha vinto il braccio di ferro con la Finlandia grazie al secondo tempo, vinto per 69-40 in un incontro altrimenti pari. Mancano i Seniors. Di sopra due facilissime vittorie di USA sul Belgio per 139-82 e dell’Ungheria sul Canada per 150-97, mentre nel secondo quarto la storia è stata del tutto diversa. L’Australia ha dominato i primi tre quarti dell’incontro con il Pakistan, ma ha perso di 29 l’ultimo. Gli è bastato per vincere 137-120, ma con tre mani a finire il Pakistan era a -5. Ancora un dramma tra Egitto e Francia. I discendenti dei costruttori delle piramidi hanno facilmente disposto degli avversari per 28 mani, dopo le quali conducevano 92 a 49, ma i francesi hanno messo in piedi una rimonta che si è fermata a solo un IMP dalla meta. Egitto avanti, ma solo per 136 a 135. I primi due incontri della parte bassa non hanno avuto storia: sia Hong Kong che Cina Taipei hanno infatti concesso la vittoria agli avversari dopo i primi tre tempi. Proseguono l’Indonesia (144-58) e l’Olanda (13-50). Il Giappone ha battuto la Germania in un incontro sanguinoso e duramente conteso, finendo davanti 152-129. Infine, l’ultimo posto utile l’ha guadagnato l’Inghilterra, che partiva sfavorita contro la Polonia, ma che, dopo due tempi piattissimi che la vedevano indietro 35-41, ha dilagato 107-57. A domani, Maurizio Di Sacco
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