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20/08/2017
Diario 9
In parte purtroppo, ed in parte per meritata fortuna, la giornata di ieri ha puntualmente confermato i pronostici, e così due delle nostre formazioni, delle tre originariamente in campo - eravamo tra i pochissimi a godere del privilegio di avere rappresentanti in ogni categoria - hanno dovuto salutare la competizione. Open e Ladies si accomunano quindi alle altre quaranta compagini da tutto il mondo che da oggi dovranno abbandonare i "dolci campi arati" ovvero, per dirla con Virgilio "quei "dulcia ... arva"[1] che ogni ginnasiale non può non ricordare insieme a Titiro e, soprattutto alla bella Amarillide (quell'aggettivo "formosam" a lei attribuito dal  grande mantovano ha a lungo turbato i miei sonni adolescenziali), anche se non sono mollezze quelle che a attendono chi resta, visto che da ora in poi la lotta si farà ancora più dura di quanto non sia stata fino ad ora: chi perde esce.

Tra gli eletti la rappresentativa Seniores, ai componenti della quale devo necessariamente attribuire un qualche sinonimo diverso che li qualifichi in base all'età: finora ha portato bene, e certo non è il momento di rinunciare agli scongiuri. Azzarderò quindi un "attempati veterani", sperando di continuare ancora per una settimana la ricerca di definizioni adeguate in italiano, latino e chissà quale altro idioma (non vi preoccupate: la quotidiana gufata è parte di un patto con Amedeo Comella, e anche questa è un rito irrinunciabile).

Gli attempati veterani, come dicevo, sono stati semplicemente perfetti ieri, ed in generale nel rovente finale, tenendo i nervi saldi e la barra dritta, fino a raggiungere un eccellente terzo posto. Questo gli ha dato diritto di scelta nell'ambito della squadra da incontrare nei quarti di finale, e questa è caduta su USA 1, l'unica alternativa a quel momento essendo rappresentata dalla Svezia (USA 2 Francia, che sceglievano prima di noi, si erano accaparrate Giappone e India, nell'ordine).

I vincitori del Round Robin, USA 2, hanno poi deciso, come da regolamento, anche il tabellone delle semifinali, così che se dovessimo vincere nei quarti sarebbero francesi o indiani a divenire nostri avversari, mentre dall'altro lato la vincente di USA 2-Giappone proverrà dallo scontro tra Australia e Svezia. Se però dovessero vincere entrambe le americane (ahimè), allora le medesime dovrebbero necessariamente giocare contro in semifinale, così modificando il tabellone com'è adesso.

Sulla scelta dei nostri c'è molto da dire. Con USA 1 hanno pescato una compagine di formidabili professionisti, sponsorizzati da Michael Levine, il quale, tra l'altro, non è per niente un cattivo giocatore. Tuttavia, di comune accordo, hanno deciso di gradire meno i nordici per motivi di tradizione negativa. Certo ha pesato quella recente: hanno giocato contro USA 1 e Svezia proprio nell'ultimo giorno, ed hanno vinto bene con i primi, perdendo invece (seppure di poco: 20-23) coi secondi, giusto nell'ultimissimo turno. Insomma, avevano recenti sapori contrastanti in bocca: dolcissimo il primo, ed amaro il secondo.

E' chiaro che il match si preannuncia durissimo a dir poco: Passell, Jacobus e Wold hanno vinto il Senior Bowl a Bali 2013, e vantano un totale di otto successi, in diverse formazioni. Inoltre, Passel ha vinto anche due Bermuda Bowl, ed i cinque fenomeni assommano qualcosa come oltre cinquanta titoli nordamericani. Vedremo.

Fuori da noi, direi che USA 2 e Francia sono nettamente favorite - ma il Giappone ha già battuto una squadra americana davvero fortissima - più di questa - nella finale olimpica di Pechino 2008, mentre Australia-Svezia è un incontro totalmente non pronosticabile. Tanto i canguri che i nordici hanno una solida tradizione nella categoria, di recente acquisizione, così che tutto è possibile.

Veniamo agli altri due settori, quelli per noi dolenti, e cominciamo come sempre dalle signore.

Le azzurre hanno un pochino deluso, ieri, forse perché incapaci di credere nelle loro possibilità residue, ma in effetti nemmeno 60 VP sarebbero bastati: ne hanno fatto circa 40, rimanendo 21 VP lontani dalle polacche, ottave. Il giorno davvero cruciale si è quindi rivelato essere quello prima, come avevo purtroppo dovuto scrivere, ed in particolare quelle fatidiche due ultime mani contro le baltiche. Nella sua definizione finale il risultato non ha niente di tragico: si sapeva bene, perché è così da sempre, che le nostre valgono un posto tra le prime otto, ma che devono lottare spasmodicamente per riuscire ad ottenerlo. Tuttavia, mentre altre volte le si era viste salire e scendere dal lotto delle migliori, mentre qui questo non è accaduto. Sono partite mediocremente, e mai sono state davvero in partita galleggiando sempre ad una certa distanza dalle prime. Qualcosa certo non ha funzionato, e su quello i responsabili dovranno riflettere.

Insieme a noi sono puntualmente uscite le americane di USA 1, le quali ci hanno affiancato per tutto il cammino, ed hanno condiviso anche nell'ultimo afflato il nostro triste destino. Certo che per loro, favorite numero uno della vigilia, il risultato è peggio di una caporetto e non qualcosa di preventivabile come per noi, e pessimo anche quallo ottenuto dalle transalpine, undicesime proprio dietro a noi. Troppe liti in casa d'oltralpe, tra le senatrici onuste di gloria, hanno portato a continui rimescolamenti negli ultimi mesi, e sia la tecnica, che soprattutto il morale, ne hanno risentito pesantemente.

Ha vinto la Svezia, la quale ha selezionato Israele come avversaria, mentre la Cina ha pescato l'Olanda, la Russia ha scelto l'Inghilterra e questo ha lasciato Polonia e Indonesia a scontrarsi. Le semifinali vedranno di fronte le vincenti degli incontri della Svezia e della Russia da un lato, mentre dall'altro si scontreranno le due squadre che emergeranno da Indonesia-Polonia e Cina-Olanda.

Fare pronostici è praticamente impossibile in tutti e quattro gli incontri - notate come, scomparse le americane (prima volta in assoluto che questo accade a livello di quarti di finale), questa competizione sia tra due asiatiche e sei europee - dato che il livello è alto dappertutto, forse il più alto mai visto a questo stadio. Non ci sono cenerentole, di nessun tipo, e questo forse dà anche un diverso tono a quanto difficile fosse in realtà il compito delle nostre rappresentanti.

Infine l'Open, la competizione che assegna il titolo più prestigioso, la Coppa delle Bermude.

Occupiamoci prima brevemente dei nostri: incredibilmente, dopo l'incontro con USA 2 a sei turni dalla fine, si è come spenta la luce (e, come dicevo ieri, a ben guardare quel match il buio era già arrivato: solo che le molte brutture avversarie avevano nascosto le numerose magagne palesate in quelle sedici mani). Ieri lo spazio per qualificarsi c'era largamente, ma si sono visti tali e tanti errori da rendere davvero impossibile rimediare. E pensare che il gradino fatale è rimasto lontano appena 9 VP: a dir poco, se ne sono buttati non meno del doppio. Pazienza: i più giovani hanno fatto un'esperienza di grande valore, che certo arricchirà il loro bagaglio tecnico e, soprattutto, emozionale. Dei singoli, o delle coppie, non ho mai parlato e non lo farò certo ora. Lascio ai molti da tempo appollaiati sul filo tutto lo spazio necessario ai loro "l'avevo detto". Non voglio essere polemico, si badi bene, né tantomeno sottrarmi all'analisi, ma non è questo esercizio da porre in queste nugae, brevi per definizione, e contrariamente da Catullo non ho un Cornelio Nepote, né tantomeno altro princeps al quale dedicarle.

Quelle fatali (per noi) ultime mani dell'incontro con gli azzurri hanno spinto la Nuova Zelanda nell'empireo, squadra già capace di brillanti risultati nel recente passato, tra i quali l'eccellente cammino dell'anno scorso a Wroclaw.

Proprio la sconfitta contro i "kiwi" dell'anno scorso ha convinto i francesi, vincitori del Round Robin, a non sceglierli, preferendo invece selezionare la sempre pericolosa Cina (squadra che avevo pronosticato tra le prime anche dopo che, a metà gara, era ancora diciottesima). Il privilegio di battersi contro gli "all blacks" (in molti hanno chiesto una bella "haka" prima dell'inizio, ma pare che i protagonisti non siano troppo preparati) se lo sono preso gli olandesi, ed i transalpini hanno deciso questo incontro quale quello da cui scaturirà la semifinale abbinata al loro.

Nella parte bassa del tabellone, USA 1 ha scelto la Bulgaria, e questo ha lasciato Svezia e USA 2 a fronteggiarsi.

Qui qualche pronostico si può fare, anche se non così scontato. Dovendo puntare qualcosa - ma io, per principio, non scommetto mai - metto i miei spiccioli su Francia (pochi), Olanda (un po' di più) e USA 1 (più o meno lo stesso ammontare di prima), mentre risparmio sull'ultimo incontro: quello è impossibile da definire.


[1] Tityre, tu patulae recubans sub tegmine fagi
silvestrem tenui Musam meditaris avena;
nos patriae fines et dulcia linquimus arva.
nos patriam fugimus; tu, Tityre, lentus in umbra
formosam resonare doces Amaryllida silvas.


Maurizio Di Sacco

Nazionale OPEN
FORMAZIONE
Massimiliano DI FRANCO
Giovanni DONATI
Alessandro GANDOGLIA
Benito GAROZZO
Andrea MANNO
Franco MASOERO
Ezio FORNACIARI (cng)
Nazionale WOMEN
FORMAZIONE
Irene BARONI
Caterina FERLAZZO
Cristina GOLIN
Gabriella MANARA
Annalisa ROSETTA
Marilina VANUZZI
Valerio GIUBILO (cng)
Nazionale SENIOR
FORMAZIONE
Andrea BURATTI
Amedeo COMELLA
Giuseppe FAILLA
Aldo MINA
Ruggero PULGA
Stefano SABBATINI
Pierfrancesco PAROLARO (cng)
RUNNING SCORE
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