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Campionati Internazionali
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17/08/2017
Diario 6
La prima metà della fase di qualificazione è oramai dietro le spalle, e come dice il titolo del bollettino odierno, il tempo oramai fugge velocemente (giusto per non far mancare, una volta di più, un po' di latino, potremmo usare al posto dell'inglese "running out of time" il virgiliano [Georgiche]: "sed fugit interea fugit irreparabile tempus", normalmente riportato con la semplice, quanto molto meno poetica abbreviazione "tempus fugit") per quelle squadre il cui obbiettivo è rimontare situazioni compromesse, mentre sempre più si avvicina il traguardo per quelle che un posto tra le prime otto già ce l'hanno.
                Tra le prime, il livello di ansia è maggiore per chi non si aspettava di dover lottare così duramente - e gli esempi non mancano in nessuna delle tre categorie - ma è così anche per coloro che non prevedevano di trovarsi tanto in alto, ed in questi casi l'esperienza - comunque sempre utile - è un fattore di formidabile importanza. I risultati delle precedenti edizioni riflettono bene questo stato di cose: non di rado si sono viste sorprendenti rimonte nelle ultime fasi, così come è spesso capitato che chi si fosse avvicinato troppo al sole vedesse d'improvviso la cera sciogliersi, e le ali staccarsi. E' facile dire che bisogna mantenere la mente fredda, ma molto più complicato è gestire la tensione che cresce per chi non c'è troppo abituato, mentre coloro che hanno oramai molte ferite di guerra spingono semplicemente una carta dopo l'altra, come niente fosse. Un esempio si può trarre dalla squadra NICKELL, famosa per le sue impressionanti rimonte (qui è USA 1), le quali sono evidentemente basate sul meccanismo descritto sopra.
                Ma lasciamo per il momento da parte la filosofia, e vediamo in concreto quali sono le protagoniste di quanto sopra, senza mancare, nel frattempo, di analizzare la prestazione delle nostre tre formazioni in gara. A scopo benaugurale, ripristino la gloriosa tradizione di omaggiare le signore della parte di esordio, così ritornando agli immortali dettami di Monsignor Della Casa.
                Tanto aulico fraseggiare per indorare un pochino la pillola, perché il crudo racconto è purtroppo poco piacevole. Le nostre, infatti, per un giorno di più non sono per niente riuscite a trovare la giusta carburazione, e dare così un po' di continuità al loro gioco ed ai loro risultati. Tutto nella norma per i primi due match: prima un rotondo 20-0 rifilato alle indiane, e dopo una sconfitta tutto sommato accettabile contro la fortissima Svezia (5-15). Tuttavia, quando era il momento di scattare di nuovo, dato che avevamo di fronte il Brasile, squadra ben al di sotto di noi, il motore si è nuovamente ingolfato, come già troppe altre volte. La battuta d'arresto contro le sudamericane (di nuovo 5-15) rischia di essere già fatale, o quasi, perché il divario dall'ottava piazza è praticamente raddoppiato rispetto a quello di ieri - il gradino fatale è ora lontano 23 VP - e, come già ampiamente dibattuto, il tempo disponibile si è accorciato. Non si può quindi più dire, come invece facevamo ieri, che niente è ancora compromesso, ma nemmeno è il caso di macerarsi nello sconforto. Lo spazio per recuperare c'è, ed i mezzi tecnici indubbiamente non mancano, ma i tre incontri odierni, contro Israele, Canada e Argentina nell'ordine, non si possono proprio sbagliare. Non sono complessivamente facili, sulla carta, perché se è vero che le nordamericane sono lontane dai fasti raggiunti una ventina d'anni fa, quando non era raro vederle lottare anche per l'oro (ricordo la finale delle Olimpiadi, a Maastricht nel 2000), le altre due formazioni sono invece ottime, e vicinissime entrambe alla zona alta della graduatoria. In particolare, le figlie di David sono le più blasonate, ed erano attese tra le prime otto alla vigilia, posizione dalla quale sono distanti solo 4 VP. Le sudamericane, invece, sono un pochino inattese, ma non sono mai state scarse, e qui hanno sovente messo il capino tra le nuvole, e sono ancora undicesime. Ci servono una quarantina di punti per alimentare speranze.
                Al di fuori dai patri confini, comincia ad essere significativa la crisi - evidentemente più morale che tecnica - che affligge USA 1, la quale continua a struggersi nelle posizioni di rincalzo senza mai aver trovato la marcia giusta. Come ieri, le statunitensi sono ancora dodicesime, ed è per loro ora di darsi una decisiva mossa. Le francesi ricalcano lo schema americano, rimanendo nella posizione che hanno più o meno occupato dall'inizio, ovvero la nona. Ovviamente, per loro si può però parlare di niente di peggio di un raffreddore, visto che la qualificazione è appena 3 VP sopra di loro, mentre USA 1 di VP ne deve rimontare sedici. Ecco l'insieme:
1 SWEDEN 159.10
2 NETHERLANDS 154.56
3 CHINA 154.25
4 INDONESIA 152.90
5 POLAND 150.58
6 ENGLAND 148.22
7 RUSSIA 142.11
8 AUSTRALIA 137.36
9 FRANCE 134.37
10 ISRAEL 133.11
11 ARGENTINA 123.01
12 USA1 121.93
13 EGYPT 118.12
14 BRAZIL 116.70
15 ITALY 114.35
16 USA2 110.06
17 NEW ZEALAND 97.26
18 MOROCCO 88.54
19 CHINESE TAIPEI 86.43
20 CANADA 80.19
21 INDIA 61.85
22 JORDAN 53.00
                Continuando con gli omaggi da Galateo, è ora il momento di parlare dei più anziani - a parte Garozzo, naturalmente, il quale batte facilmente tutti, così come Donati è il più giovane in gara. Gli azzurri si sono comportati bene, incassando quasi 40 VP nei primi due incontri contro Hong Kong (e non era per niente scontato, con gli asiatici al settimo posto) e Sudafrica (qui, invece, almeno la speranza di un risultato tondo c'era tutta), prima di cedere - purtroppo nettamente - alla corazzata USA 2. Tutto questo ha significato una bella risalita, che ci ha riportato tra le elette, proprio all'ottavo posto. Il nostro vantaggio sui noni è di quasi 6 VP, non tanti, quindi, ma abbastanza da permetterci almeno una distrazione, ma nulla più.
                I nostri sono oggi attesi da India, Francia e Brasile nell'ordine, ovvero due impegni modesti, inframmezzati dallo scontro con la seconda in classifica. Due degli scontri odierni rappresentano una delle ultimissime occasioni di tirare un pochino il fiato, perché il finale si profila molto duro.
                All'esterno, di rilievo c'è la rimonta della Polonia, la quale è ora la nostra immediata inseguitrice, mentre va segnalata la caduta di Hong Kong, ieri settima, e ora solo quattordicesima.
1 USA2 180.63
2 FRANCE 159.08
3 AUSTRALIA 158.99
4 USA1 146.68
5 AUSTRIA 146.46
6 ISRAEL 144.34
7 SWEDEN 138.27
8 ITALY 133.79
9 POLAND 127.94
10 ARGENTINA 123.39
11 JAPAN 121.05
12 CANADA 120.28
13 TURKEY 119.69
14 CHINA HONG KONG 117.93
15 INDIA 116.30
16 PAKISTAN 113.73
17 CHINA 104.26
18 BRAZIL 96.32
19 SOUTH AFRIC A 88.66
20 NEW ZEALAND 79.01
21 EGYPT 67.72
22 GUADELOUPE 33.48
                E infine l'Open, la squadra, delle tre, che ci sta dando le migliori soddisfazioni, e tanto di più perché la meno pronosticata in tal senso alla vigilia. Gli azzurri hanno continuato a comportarsi molto bene, ottenendo due vittorie - contro l'Indonesia nel primo incontro, e contro l'Argentina nel terzo - ed una sconfitta contro il Brasile. Tutte e tre le circostanze hanno riguardato punteggi molto simili, nei dintorni del 15-5. Il totale ci vede ora quinti, 12 VP al di sopra della nona che è ora MONACO, ed oggi troveremo USA 2, Guadalupe e Cina. Ovviamente duro il primo impegno - gli americani sono terzi - e quasi esattamente l'opposto per i rappresentanti del Caribe, ultimi al momento, mentre i cinesi rappresentano al momento una delle maggiori sorprese negative dell'intera manifestazione, non avendo mai trovato il ritmo dopo una partenza pessima. Gli asiatici sono diciottesimi, ma vanno presi con le pinze.
                Uno sguardo complessivo ci mostra il crollo quasi verticale della Germania, relegata ora al quattordicesimo posto a 19 VP dal cielo, e conferma una certa fatica di USA 1, mai capace di volare alto come atteso. Gli statunitensi sono settimi, ma i 9 VP che hanno sui noni non sono certo rassicuranti, e si sono già visti più di una volta fuori dal lotto dei qualificati.
                1 SWEDEN 161.65
2 FRANCE 159.51
3 USA2 149.90
4 NETHERLANDS 142.34
5 ITALY 140.42
6 BULGARIA 138.87
7 USA1 137.75
8 BRAZIL 133.80
9 MONACO 128.04
10 EGYPT 125.20
11 NEW ZEALAND 122.47
12 AUSTRALIA 117.19
13 CHINESE TAIPEI 115.26
14 GERMANY 114.43
15 INDIA 112.63
16 CHINA 111.84
17 INDONESIA 107.50
18 ARGENTINA 106.24
19 SOUTH AFRIC A 91.20
20 B ANGLADESH 81.14
21 MEXICO 71.14
22 GUADELOUPE 65.23
 
  Molti dei verdetti odierni rischiano di essere definitivi, nel bene e nel male. Rimanete connessi.

Maurizio Di Sacco

Nazionale OPEN
FORMAZIONE
Massimiliano DI FRANCO
Giovanni DONATI
Alessandro GANDOGLIA
Benito GAROZZO
Andrea MANNO
Franco MASOERO
Ezio FORNACIARI (cng)
Nazionale WOMEN
FORMAZIONE
Irene BARONI
Caterina FERLAZZO
Cristina GOLIN
Gabriella MANARA
Annalisa ROSETTA
Marilina VANUZZI
Valerio GIUBILO (cng)
Nazionale SENIOR
FORMAZIONE
Andrea BURATTI
Amedeo COMELLA
Giuseppe FAILLA
Aldo MINA
Ruggero PULGA
Stefano SABBATINI
Pierfrancesco PAROLARO (cng)
RUNNING SCORE
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