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19/08/2017
Diario 8
Sarebbe forse un po' troppo retorico utilizzare il trito adagio che richiede di "gettare il cuore oltre l'ostacolo", antico motto della cavalleria - il significato e l'origine sono ovvii - poi abusato dalla ridicola mistica fascista - il regime aveva addirittura istituito un corso di tale materia - ma, francamente, trovo che proprio frasi consimili siano quelle che più si adattano alla situazione attuale di almeno due delle nostre formazioni, quella Open e quella Ladies.
                Le signore, in particolare, sono chiamate ad un'impresa che è ancora possibile quasi solo nei numeri, e anche in quel caso, giusto a malapena, perché i 25 (o poco meno) VP da rimontare prevedono una combinazione di risultati dalla probabilità a dir poco esile.
                Peccato, davvero, perché ieri le nostre portacolori erano partite in maniera formidabile, battendo sia la Cina che la Polonia, ma proprio da quest'ultimo incontro è forse provenuta la crepa fatale. Infatti, il vantaggio è stato ampio fino a due mani dalla fine, per poi ridursi drasticamente a seguito di un paio di infortuni al minimo evitabili. A quel punto, niente era compromesso, ma il rammarico per l'occasione perduta - le baltiche sono ottave, quindi proprio la formazione sulla quale fare la corsa, ovvero i punti persi valevano doppio - deve aver pesato sui nervi delle azzurre, perché subito dopo hanno perso inopinatamente contro Cina Taipei, quando era invece necessario, e certo possibile, incassare un punteggio rotondo.
                Il solco scavato dalle polacche in questi primi sei giorni è ampio anche nei confronti delle altre contendenti - la nona, USA 1, si trova quasi 18 VP sotto di loro - ma per niente definitivo. Decima è la Francia, e se la situazione non dovesse variare si avrebbe la più incredibile delle sorprese: nessuna delle due formazioni americane ai KO (mai successo prima), e nemmeno le transalpine: vale a dire sia le detentrici del titolo (la padrone di casa, campionesse anche nel 2011), che la stessa squadra (USA 1: quasi identica la formazione) che vinse a Bali nel 2013. Si può dire che l'operazione di drastico ringiovanimento delle cugine d'oltralpe non abbia funzionato a dovere, mentre il contrario pare essere stato vincente in casa olandese e svedese. Non ho fatto i conti, ma credo che le nordiche abbiano un'età media inferiore ai trent'anni, e che le olandesi - le quali, lo ricordo, sono prive delle emigrate Michielsen e Wrotel (rispettivamente in Svezia e Norvegia) - non vanno lontane da quel limite: le due compagni sono prima e quinta.
                Oggi le nostre hanno due incontri dai quali è largamente possibile - ed ovviamente indispensabile - ricavare qualcosa di vicino ai 40 VP (la Giordania nel primo incontro ed il Marocco nell'ultimo), e nel mezzo devono però digerire un boccone non proprio morbido, rappresentato dalle inglesi. Poco da dire: difficile farcela anche con 60 VP, ma direi che è impossibile riuscire incassandone meno di 55, salvo sconvolgimenti tellurici al momento imprevedibili. Tra le altre contendenti per l'ultima piazza utile, USA 1 non è messa troppo diversamente da noi in termine di calendario, attesa com'è da India, Svezia e Brasile nell'ordine, mentre la Francia ha Nuova Zelanda, Polonia - incontro determinante se ce n'è uno - e Cina Taipei. La Polonia è quella col calendario peggiore: il suo incontro con la Francia conta doppio, ed inoltre sono attese da Inghilterra (per concludere) e Cina Taipei. Ecco il quadro d'insieme:
1 SWEDEN 255.86
2 INDONESIA 233.19
3 CHINA 229.74
4 RUSSIA 228.04
5 NETHERLANDS 221.18
6 ENGLAND 218.40
7 ISRAEL 216.45
8 POLAND 211.19
9 USA1 193.53
10 FRANCE 192.62
11 ITALY 186.70
12 USA2 182.49
13 AUSTRALIA 174.72
14 ARGENTINA 172.94
15 BRAZIL 172.83
16 EGYPT 165.39
17 CHINESE TAIPEI 150.69
18 MOROCCO 137.96
19 NEW ZEALAND 129.57
20 CANADA 104.96
21 INDIA 95.06
22 JORDAN 82.99
                Nemmeno lontanamente paragonabile a quella delle donne è l'impresa richiesta alla squadra Open, ma questo non significa che sia facile, anzi. Gli azzurri sono piombati giù dalla loro posizione di prestigio, scendendo giù fino all'undicesimo posto dopo tre serie sconfitte, così inanellandone cinque consecutive dopo l'exploit contro USA 2 nel primo match di ieri. Purtroppo, le crepe viste in quelle sedici mani, coperte dai numerosi regali avversari, si sono allargate di fronte a rivali non altrettanto generosi, anche se non si può dire che i nostri abbiano giocato male. In particolare, l'incontro in Rama contro la Svezia, perso solo 3-11, è stato di qualità eccelsa. Proprio quello, forse, ha causato un poco di stress eccessivo, perché è frustrante fare percorso netto, senza alcuna sbavatura (lo swing più grande, 5 IMP, i nostri lo hanno subito in maniera incredibile: Di Franco è andato sotto a 1NT dove è vero che poteva assicurarsi sette prese, ma d'altro canto il suo tentativo - pagato carissimo - di fare una presa in più eseguendo un impasse, poteva pagare dazio solo con una combinazione di carte la cui probabilità era bassissima, e sempre che gli avversari trovassero, come poi hanno brillantemente fatto, la difesa mortale), e perdere. Un colpo mortale alla fiducia.
                Subito dopo è infatti arrivata una prestazione non altrettanto precisa contro USA 1, che qualcosa ha concesso, ma ha vinto 33-9, ed infine altri errori si sono visti contro l'Australia, dalla quale abbiamo finito per perdere 21-36. I ragazzi - come non accumunare anche Benito nell'aggettivo? - hanno bisogno di una iniezione di tranquillità, e devono essere circondati dalla serenità dell'ambiente, per ritrovare quella lucidità venuta meno negli ultimi due giorni. Con quella niente è precluso.
                La situazione è del resto molto fluida, perché mentre noi perdevamo terreno, anche le altre contendenti non brillavano, ma certo che ci troviamo in acque agitate. Il problema vero non sono tanto i 9 VP che abbiamo dall'ottava - comunque non pochissimi - , che è l'Egitto e che ha un calendario davvero terribile (Svezia, USA 1 e Bulgaria!) quanto la presenza intorno a noi di pericolosissimi squali quali Monaco, Australia e Brasile, i primi due dei quali ci sopravanzano di 6 e 5 VP rispettivamente, mentre i sudamericani si trovano quasi 4 VP indietro. Il calendario è molto simile per le varie antagoniste (ad eccezione dell'Egitto, del quale già abbiamo detto): noi abbiamo molto da lavorare, essendo attesi da Bulgaria, Nuova Zelanda e Sud Africa; Monaco deve incontrare prima il Brasile - uno scontro diretto probabilmente decisivo per le speranze di quella delle due che dovesse perdere - e poi Argentina e Olanda; i brasiliani devono vedersela contro Monaco, appunto, e poi India e Nuova Zelanda. Infine, gli "Aussie", hanno Germania, Indonesia e USA 2. Difficile che sopra l'Egitto - la Cina, settima, è 12 VP davanti ai "faraoni" - qualche squadra possa risultare invischiata nella lotta, così come è improbabile che possa risalire qualcuno sotto al Brasile.
1 FRANCE 240.58
2 NETHERLANDS 236.89
3 SWEDEN 225.31
4 BULGARIA 214.41
5 USA1 213.24
6 USA2 207.85
7 CHINA 204.12
8 EGYPT 192.77
9 MONACO 188.83
10 AUSTRALIA 187.47
11 ITALY 183.79
12 BRAZIL 180.13
13 INDONESIA 174.22
14 NEW ZEALAND 173.22
15 INDIA 170.42
16 ARGENTINA 163.53
17 GERMANY 162.65
18 CHINESE TAIPEI 162.07
19 SOUTH AFRIC A 131.07
20 GUADELOUPE 127.47
21 B ANGLADESH 112.85
22 MEXICO 100.61
    Concludiamo con coloro che Cicerone avrebbe dichiarato eleggibili per i consigli dispensati nel suo "De Senectute" (e con questo sono riuscito di nuovo ad infilare un po' di latino nel pezzo: ma che fatica però!), ovvero gli Over 60. I nostri ingrigiti rappresentanti si sono resi protagonisti di un percorso netto, battendo sia Guadalupe, che Egitto, che, infine e soprattutto, Israele, compagine contro la quale i punti valevano triplo, data la classifica. Questo è stato buono per issarci fino al terzo posto, 27 VP sopra all'abisso, ovvero quella nona posizione che rappresenta l'oblio da domani in poi.
                Al di sotto la lotta per le posizioni di prestigio si preannuncia durissima: da Israele, settima, all'India, quindicesima, ci sono appena 16 VP, per cui tutto, o quasi, è ancora possibile in quella fascia di classifica , tanto che è praticamente inutile mettersi ad analizzare il percorso che attende le numerose contendenti. Mi limiterò dunque, nel caso, a segnalare che i nostri da questo punto di vista sono messi davvero non bene, dato che oggi devono vedersela con USA 1, Australia e Svezia, tutte tra le prime otto (quarta, sesta e quinta nell'ordine).
                Orsù, è ora di andare, come i seicento della Brigata Leggera del Marchese di Cardigan: "Essi non chiesero il perché. Non domandarono. Però a morire ognuno andò. Valle della morte per i seicento. Sotto il furore di mille granate... fieri delle glorie passate... là nelle fauci della morte, là sulle soglie del nulla, andarono i seicento. Le spade sguainate al vento, luci dei lampeggianti, disperata carica dinnanzi a un mondo attonito. Essi non chiesero il perché. Non domandarono. Però a morire ognuno andò."
                Speriamo che tutti, invece, tornino sani e salvi.

Maurizio Di Sacco

Nazionale OPEN
FORMAZIONE
Massimiliano DI FRANCO
Giovanni DONATI
Alessandro GANDOGLIA
Benito GAROZZO
Andrea MANNO
Franco MASOERO
Ezio FORNACIARI (cng)
Nazionale WOMEN
FORMAZIONE
Irene BARONI
Caterina FERLAZZO
Cristina GOLIN
Gabriella MANARA
Annalisa ROSETTA
Marilina VANUZZI
Valerio GIUBILO (cng)
Nazionale SENIOR
FORMAZIONE
Andrea BURATTI
Amedeo COMELLA
Giuseppe FAILLA
Aldo MINA
Ruggero PULGA
Stefano SABBATINI
Pierfrancesco PAROLARO (cng)
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