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26/06/2016
Budapest 2016 - European Team Championships
Cari Amici,
ho voluto scrivere personalmente l'ultimo diario di giornata dei Campionati Europei di Budapest, perché mi preme rendervi partecipi delle emozioni vissute in questi lunghi, faticosissimi ed intensi giorni.
Prima di tutto permettetemi di ringraziare di cuore tutti coloro che hanno fatto parte della nostra delegazione; dal Capitano della Nazionale Senior Peter Pauncz, a Daniele Donati, papà di un incredibile talento che sono certo scriverà pagine indelebili del nostro sport nei prossimi anni, all'infaticabile coach Giagio Rinaldi e a tutti i giocatori.

Abbiamo vissuto, in un clima piacevole, sereno, cordiale e divertente, uno dei Campionati più estenuanti e faticosi delle ultime edizioni. La formula prevedeva un Round Robin completo di incontri da 16 smazzate ciascuno, per un totale di 37 match nell'Open, 23 nel Femminile e altrettanti nella serie Senior.
Una maratona massacrante, per via del dispendio di energie fisiche e mentali e dei tempi di gioco estenuanti, che ci hanno visto presenti nella sede di gara praticamente ogni giorno dalle 10 del mattino alle 9 di sera. Ho consigliato vivamente all'EBL di cercare soluzioni diverse per l’organizzazione di questo Campionato, ritenuto da tutti gli addetti ai lavori tecnicamente il più difficile del calendario internazionale, più duro anche della Bermuda Bowl.

Ciò premesso, parto, per galanteria e per rispetto, dalla Nazionale Femminile, guidata dal coach Gianpaolo Rinaldi, con Margherita Chavarria, Beatrice Delle Coste, Francesca Piscitelli, Annaelisa Rosetta, Vanessa Torielli, Marilina Vanuzzi. La nuova formazione, figlia delle ultime Selezioni del Club Rosa, ha avuto un passo costante, lineare, di grande regolarità.
Prima dell’ultimo giorno, le ragazze erano le migliori, come piazzamento, tra le rappresentative Azzurre, ma ad attenderle avevano un calendario negli ultimi tre incontri durissimo. Ottave il loro risultato finale, appena sotto la linea della qualificazione per i mondiali, purtroppo, dal momento che i posti per Lione erano sette, ma vi assicuro che si sono battute fino all'ultima carta con grande impegno, determinazione e professionalità. Le Aquilotte, il soprannome del gruppo qui a Budapest, ed il loro coach, si meritavano indubbiamente il passaporto per i Mondiali, non fosse altro che per la professionalità dimostrata. Onore quindi a tutte le nostre giocatrici, ma permettetemi di ringraziare particolarmente Beatrice Delle Coste: all'esordio in una competizione internazionale, seppure naturalmente dispiaciuta per aver giocato poco per via di scelte tecniche, ha mostrato un senso di appartenenza alla maglia Azzurra e ai risultati della sua Nazionale da vera professionista.
La rappresentativa Senior, con Andrea Buratti, Amedeo Comella, Giuseppe Failla, Aldo Mina, Ruggero Pulga e Stefano Sabbatini, capitanati da Peter Pauncz, era quella, a mio modesto parere, con le più alte aspettative e reali chance di podio. Un rendimento altalenante purtroppo ci ha visti passare dal primo posto del primo giorno al rischio, prima dell'ultima giornata, di essere addirittura esclusi dalla corsa per i Mondiali. Ma nel finale l'esperienza e la determinazione hanno fatto sì che i nostri " ragazzi " abbiano centrato la qualificazione per la d’Orsi Senior Bowl.

Veniamo alla nazionale Open, con Massimiliano Di Franco, Giovanni Donati, Alessandro Gandoglia, Lorenzo Lauria, Andrea Manno, Alfredo Versace, che ha scritto una pagina della nostra storia che resterà scolpita nei ricordi di noi sette per tutta la vita.
Cambio generazionale, due MAESTRI e quattro Boy alla loro prima esperienza. L'obiettivo, con i rischi dovuti alla mancanza di esperienza, in un parterre di squadre con palmares incredibili, era quello della qualificazione.
Un inizio, con la sorte che ci ha girato le spalle per almeno sei giorni di gara, e un numero di smazzate al giorno impressionanti.
Ciò nonostante, sino a giovedì eravamo in piena corsa, con un clima di squadra eccezionale, sempre motivati e convinti dei nostri mezzi tecnici.
Venerdì nero per le borse e purtroppo anche per i nostri colori, una giornata assurda che ci ha visto raccogliere le briciole di 17 scarsi VP in quattro incontri, contro Bielorussia, Germania, Grecia e Francia. Complimenti di cuore ai transalpini per la vittoria finale meritatissima.
Sabato, prima degli ultimi tre incontri, eravamo al tredicesimo posto. Solo un miracolo ci poteva portare al settimo posto e quindi a Lione.
Prima di iniziare l'ultima giornata, la riunione con i giocatori. La voglia di crederci ancora negli occhi di Alfredo e Lorenzo hanno trasmesso alla squadra la fiducia che era naturale fosse smarrita.
Penso che la conclusione del Campionato lo abbiate vissuto e visto tutti, per noi è stato come vincere la medaglia d'oro. Un finale degno del maestro del thriller Alfred Hitchcock: dopo aver vinto con l'Islanda, incamerando 14 VP, dopo aver asfaltato gli Inglesi (18.87-1.13), con il grande Andrew Robson che non poteva guardare il suo score, incredulo che due “innocui” ragazzini gli avessero chiamato quattro Slam su quattro, senza sbagliare nemmeno un 2, rimaneva l'ultimo incontro. Lo scontro diretto con la Bulgaria, che sembrava non riuscire a decollare. L'ultima rocambolesca mano (6 cuori contrate mantenuto impegno per i Senatori Lauria-Versace, +1660, e la difesa a 6 picche trovata da Giovanni e Alessandro nell’altra sala, pagando 300 ) ci portano al sesto posto, staccando il Pass per Lione.
Non mi dilungherò nel raccontarvi quanto le mie coronarie abbiano rischiato di saltare per aria, quante lacrime di emozione siano scorse dai nostri occhi e quanti decibel abbiano raggiunto le nostre urla all'uscita di Giovanni ed Ale dall'ascensore della sala della sede di gara...
Vi lascio con l'immagine più emozionante che ho visto: in pieni festeggiamenti, Lorenzo Lauria, giocatore immenso che ha vinto tutto nella sua carriera, con gli occhi gonfi di pianto ha abbracciato per 5 minuti Giovanni, che seppure diciassettenne non è più “Giovannino” perché è diventato "GRANDE ". Questa immagine è l'icona del nostro Campionato Europeo.
Grazie di cuore ragazzi per aver dimostrato che riporre in voi la nostra fiducia è stata una scelta audace, ma stra-fondata.
Certo non abbiamo portato a casa nessuna medaglia, ma il 26 giugno abbiamo cominciato a scrivere una nuova pagine del futuro del nostro Bridge.
Grazie a tutti i giocatori e a tutti coloro che da casa hanno fatto il tifo per noi.

Giovanni Medugno
Presidente FIGB

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