Campionati 2012

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06/11/2004 Chiusura Olimpiadi

BLUE TEAM CAMPIONE OLIMPICO!

Dopo 2 settimane di gara, 8 ore di gioco al giorno e 736 boards complessivi giocati, il Blue Team si laurea, per la seconda volta consecutiva, campione olimpico. Partito come grande favorito, ha confermato ampiamente la sua superiorità tecnica, vincendo con quasi 60 punti di vantaggio una finale che, almeno sulla carta, si presentava particolarmente ostica. Gli olandesi hanno tenuto per soli due round, dopo di che hanno dovuto inchinarsi di fronte allo strapotere italiano. Norberto Bocchi, Giorgio Duboin, Fulvio Fantoni, Lorenzo Lauria, Claudio Nunes, Alfredo Versace, questi i nomi dei sei alfieri azzurri che da ormai due lustri dominano la platea internazionale. Pur avendo vinto già moltissimo - campioni continentali da sei edizioni, olimpici da due e, solo per un match points, vice campioni del mondo – per nulla appagati, anche in questa competizione, nonostante un inizio nel girone di round robin giocato non al meglio, quando le sfide sono divenute senza possibilità di recupero – dagli ottavi di finale in avanti - hanno saputo ritrovare quella concentrazione e quello stato di forma che li rende, ormai da tempo, praticamente imbattibili. Se poi a tutto questo si aggiungono l' atmosfera praticamente idilliaca e lo spogliatoio mai stato così unito, merito del sapiente lavoro del capitano Maria Teresa Lavazza e del coach Massimo Ortensi, si può facilmente comprendere come una formazione già di per sé tecnicamente superiore, riesca sempre nei momenti che contano a dare il meglio.
Il cammino verso il titolo non è stato affatto semplice. Nel round robin, gli azzurri ancora non a pieno ritmo, a causa di due brutte sconfitte con Russia e Argentina, devono accontentarsi del secondo posto. Gli ottavi di finale sono garantiti, ma di fronte si ritrovano l'avversario più temibile: la squadra americana di Zia Mahamood & C. Le cose fin dall'inizio si mettono male e gli italiani a sole 16 mani dal termine si ritrovano in svantaggio di ben 25 match points. Il recupero contro una formazione della levatura di quella americana sembra impossibile. Non per Bocchi-Duboin e Fantoni-Nunes che, mostrando un bridge stellare, segnano sul proprio score 54 punti contro i 17 degli avversari, riaprendo un capitolo, quello dei quarti, che appariva inesorabilmente chiuso. Nella fase successiva il sestetto italiano non ha alcun problema ad eliminare dalla corsa per il titolo il Pakistan che, ad un turno dal termine, ormai raddoppiato, addirittura si ritira. E' semifinale. Di fronte la sorprendente ed altrettanto misteriosa Cina. Prima nel girone all'italiana, superlativa sia negli ottavi contro l'Islanda, sia nei quarti contro il Giappone. Impossibile fare pronostici. Gli azzurri, giustamente cauti, dopo essersi limitati nei primi round a studiare l'avversario, nella seconda metà dell'incontro iniziano a giocare il loro bridge aggressivo, lasciando al palo gli asiatici. E' finale! La lunga maratona di 128 smazzate nei primi due segmenti vede italiani e olandesi in una situazione di sostanziale parità. Solo nel terzo segmento si ha il primo allungo (67-36), e nel quarto l'affondo definitivo (44-2). Mancano ancora quattro segmenti, ma i giochi sono ormai fatti con l'Olanda indietro di 80 match points. Il match si conclude con il punteggio di 310 a 251. Il blue Team è ormai leggenda.

di Mabel Bocchi