Il Campionato a Squadre Open, sicuramente il torneo più prestigioso dell'intera manifestazione, è giunto alla fase clou degli incontri a K.O. valevoli per la conquista del titolo. Molte conferme e alcune sorprese dopo i 6 round di qualificazione di ieri, utili a determinare il ranking di partenza delle 32 finaliste. Partendo dalle conferme, ritroviamo felicemente nei sedicesimi di finale la formazione di Filippo Palma (Caiti, Di Bello F., Di Bello S., Pattacini, Pulga, Rinaldi), risalita dal Swiss B, grazie a una ottima performance che l'ha portata a classificarsi in seconda posizione. Continuando a parlare di italiani, dentro anche il Team Miroglio, 22esimo nel Swiss A, con Bongiovanni e i suoi polacchi. E purtroppo l'elenco qui si interrompe, a meno che non si tenga conto dei nostri azzurri Lauria e Versace, in forze al team USA Jacobs, brillantemente quarti, e dell'altra coppia della nazionale, quella formata da Fantoni e Nunes, schierati con il team francese di Pierre Zimmermann, diciottesimo. E veniamo alle sorprese. Prima fra tutte, il mancato aggancio dell'obiettivo finale da parte di quella che era considerata una delle formazioni con maggiori chances di podio: la squadra Lavazza. Tutto bene sino all'ultima mano dell'ultimo round: la qualificazione era già matematica. In campo contro gli israeliani in una sala Norberto Bocchi e Giorgio Duboin, nell'altra sala Andrea Buratti e Massimo Lanzarotti. Vincono bene, ma un reclamo degli avversari contro Buratti e Lanzarotti viene accolto dalla giuria e la vittoria si trasforma in un 18 a 0 e … addio finale! Al momento non sono state ancora esplicate ufficialmente le motivazioni, né tanto meno le eventuali conseguenze di una simile sentenza. La formazione non parteciperà al Consolation.
Continuando a parlare di sorprese, davvero eccezionale l'esclusione del fortissimo team O'Rourke di Meckstroth e Rodwell, addirittura 27esimo del Swiss B e l'aggancio per soli 3 Victory alle due ultime posizioni valide per l'ingresso nel ranking finale delle squadre Welland, per intenderci Levin, Weinstein, Fallenius e Rosenberg; e del Team Panahpour con Zia Mahmood e Andrew Robson.
Chiudendo il capitolo Open, nel parallelo Campionato Women, le due formazioni italiane schierate dalla Federazione, Italia-Pennisi (Capriata-Golin, Ferlazzo-Manara e Buratti-Forti) e Italia-Resta (Arrigoni-Olivieri, Paoluzi-Saccavini e De Biasio-Gigliotti), sono dopo 7 rounds di round robin rispettivamente 6° e 7°, mentre molto meglio stanno andando i nostri senior della squadra di Guido Resta (Bettoni, De Falco, Longinotti, Maci, Resta, Vandoni), sempre dopo 7 rounds, in seconda posizione. Al momento quinto, invece, ma con buone possibilità di recupero, il sestetto di Ezio Fornaciari (Fornaciari-Mariani, Abate-Morelli e Baroni-Ricciarelli).
Verso le 8 di sera sembrava che la giornata, per noi, fosse una delle piu’ positive di quelle vissute qui sino ad oggi: nell’Open la squadra di Palma era riuscita a qualificarsi per i Sedicesimi arrivando seconda nello Swiss B e le altre squadre con qualche italiano dentro: Jacobs, Zinnerman e Miroglio, avevano centrato l’obiettivo conquistando una delle posizioni utili per l’ingresso nei KO dalllo Swiss A. Nel Signore, entrambe le squadre italiane, pur senza brillare piu’ di tanto, erano ancora in zona - promozione e nel Seniores, la squadra Resta era seconda nel suo Girone mentre quella di Fornaciari, partita malissimo, era riuscita a recuperare posizioni su posizioni e a portarsi anch’essa vicinissima al quarto posto, l’ultimo utile per qualificarsi.
Verso le 8, purtroppo, tutti questi avvenimenti, nell’insieme per noi abbastanza positivi, passavano in secondo piano perche’ il Comitato d’Appello, riunito su richiesta di una squadra israeliana, decideva che il Team Lavazza, che aveva vinto con largo margine l’ultimo incontro dello Swiss A giocato appunto contro gli israeliani, fosse considerata perdente a tavolino per 18 a 0 e che una delle coppie della squadra (Buratti – Lanzarotti) fosse espulsa dal Campionato.
Ma procediamo con ordine.
La squadra Lavazza, prima dell’ultimo turno, si trova in una posizione di classifica tale che, per passare il turno, deveva ottenere una vittoria con un buon margine di vantaggio. Gli ordini di scuderia di coach Ortensi sono chiari: tirare e cercare di creare swings praticamente in tutti i board in cui fosse possibile. Siedo in aperta all’angolo di Giorgino e Norberto e lo score con cui escono dalla sala alla fine delle otto mani giocate, e’ tale che solo un disastro in chiusa potrebbe impedire alla squadra di fare bottino pieno e di qualificarsi. Lo score di chiusa non e’ affatto disastroso e Lavazza vince per 25 a 2.
Gli avversari di Buratti e Lanzarotti, pero’, fanno un reclamo per quanto accaduto in chiusa nel board 23 (il terzo giocato in quella sala)
Questa la smazzata:
E questa la giocata: Ovest attacca di Asso di cuori e torna fiori.
Buratti prende di Re al morto e gioca il Fante di quadri lasciato girare quando Est non copre di Dama. Alla fine della mano gli israeliani chiamano il direttore che, ovviamente, non puo’ prendere alcuna decisione tecnica sul caso e quindi si va in Giuria. In questa sede Buratti sostiene che, dato che i primi due board non erano andati benissimo, convinto che bisognasse comunque creare uno swing e avendo percepito al tavolo, dall’interrogatorio subito da Ovest sulla dichiarazione, che questi non avesse la Dama di atout aveva giocato la mano nel modo descritto. Il giocatore israeliano appellante sosteneva, al contrario, che il dichiarante avesse ricevuto degli aiuti illeciti da parte del morto, che, a suo dire, aveva avuto modo di vedergli le carte. La giuria accoglieva la tesi accusatoria e decideva come sopra detto.