Ezio Fornaciari, Carlo Mariani, Adriano Abate, Fabrizio Morelli, Marco Ricciarelli, Franco Baroni hanno vinto, nei Campionati Europei Open che si stanno svolgendo a Tenerife, l'oro a squadre nella categoria senior. Un oro, l'unico, sino ad ora, per i colori italiani, conquistato con grande determinazione, dimostrando una supremazia tecnica indiscutibile. Un oro che diviene ancora più importante in quanto riesce a compensare, almeno in parte, l'amarezza di questi ultimi giorni. Il sestetto italiano ha raggiunto l'obiettivo superando gli avversari polacchi del team Szenberg con il perentorio punteggio di 150 a 85. Un incontro dall'andamento assai discontinuo con due sessioni di gioco, la prima e l'ultima, in cui i nostri "ragazzi" non hanno concesso assolutamente nulla agli avversari, 70-11 e 78-25, e un secondo round alquanto sciagurato in cui gli esperti polacchi con un pesantissimo 49 a 2, recuperavano quasi tutto lo svantaggio, portandosi a soli 12 match points di differenza.
Ma non dobbiamo dimenticare anche l'argento conquistato nello squadre open dalla formazione Miroglio capitanata da Giulio Bongiovanni. Giulio e i suoi compagni polacchi (Jankauskas, Kowalski, Romanski, Stepinski, Tuszynski), protagonisti di un campionato davvero superlativo, ce l'anno messa tutta anche nella finalissima che li vedeva contrapposti alla forte formazione olandese Orange, solo pochi mesi fa, con quattro sesti della rosa, vice campione olimpica. Il divario tecnico si è dimostrato, però, fin dalle prime mani, eccessivo e così dopo l'11-54 della prima sessione di gioco e il 12-49 della seconda, il Team ha preferito ritirarsi senza scendere al tavolo per il terzo e ultimo round.
Nel parallelo torneo a squadre femminile si aggiudica il titolo il sestetto certamente più attrezzato tecnicamente, più affiatato e più esperto, quello francese D'Ovidio, in pratica la rappresentativa nazionale al completo. L'argento va invece alle tedesche del Team Weber che, pur non potendo contare su giocatrici di grande levatura, hanno avuto il merito di superare in semifinale la forte formazione tedesco-americana di Sabine Auken, e di avere fatto soffrire in finale più del dovuto, come dimostra il punteggio di 99-139, le più volte campionesse del mondo d'oltralpe.
Nel frattempo i campionati a Coppie Open, Women e Senior sono giunti alle fasi di semifinale. Mentre nell'Open è alquanto scarsa la presenza di coppie italiane nella semifinale A, la prima la troviamo al 18esimo posto con i fratelli Di Bello, nello Women sono ben 16 le ragazze italiane che stanno disputando la semifinale che conta e, dopo la prima sessione di gioco, la seconda posizione è occupata da Donatella Gigliotti e Angela De Biasio.
Oggi si giocheranno le rimanenti due sessioni di semifinale.
Il successo importante, quello al quale i nostri portacolori ci hanno ormai da anni abituati
(o riabituati, dipende dall’eta’), e’ arrivato: il Team Fornaciari ha vinto la Medaglia d’Oro in questi secondi Open Europei nella categoria Senior. Ed e’ un successo di tale importanza che basta, da solo, a trasformare quella che sino ad oggi era stata la piu’ disastrosa trasferta del bridge azzurro negli ultimi 10 anni, in un altra pagina di Storia del bridge italiano da ricordare. Entusiasmante e coinvolgente e’ stato anche il modo in cui questa vittoria e’ arrivata: la squadra ha avuto una partenza cosi’ stentata che, a meta’ del percorso nel girone di qualificazione, un suo ingresso nei Quarti sembrava praticamente impossibile. E non basta: anche nel Quarto di Finale si e’ ritrovata sotto, e non di poco, ed e’ stata autrice di una rimonta spettacolare.
Il momento psicologicamente piu’ difficile i nostri portacolori lo hanno pero’ vissuto, secondo me, oggi pomeriggio quando, dopo aver chiuso il primo tempo a + 59, hanno dovuto subire il ritorno dei polacchi e si sono seduti per le ultime 16 mani con soli 12 IMP di vantaggio. Chiunque abbia giocato a bridge o abbia praticato una qualunque attivita’ agonistica sa benissimo che, dopo essere stati in vantaggio ed aver avuto la sensazione di avere il risultato in pugno, e’difficilissimo mantenere i nervi saldi quando gli avversari si rifanno sotto e rimettono tutto in discussione.
I primi due board giocati hanno pero’ fatto capire immediatamente che i quattro italiani al tavolo non erano affatto in crisi dal punto di vista psicologico. Infatti, nel board 1
Come inizio, per una coppia che, sulla carta, doveva essere
psicologicamente sotto botta, none’ affatto male.
Subito dopo, nel board 16 (giocato pero’ per secondo in aperta come sempre quando si e’ in Rama)
Mentre Barry Rigal, commentatore in Rama, stava dicendo che la
dichiarazione dei polacchi (2 quadri multi, 4 fiori gioco a livello 4 in entrambe i nobili, 4 quadri ho le cuori), aveva reso la vita particolarmente difficile a Franco Baroni per il quale, adesso, non era certo agevole decidere di mettersi in mezzo, Franco prendeva il cartellino di 4ª e lo depositava sul tavolo. Nell’altra sala Abate e Morelli, invece riuscivano a convincere gli avversari che 5 cuori in EO era un contratto alla loro portata e lo giocavano liscio cadendo di due prese ma guadagnando 7 IMP nel board.