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Campionati Internazionali
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29/10/2005
Diario 7ª giornata
Blue Team inarrestabile
    
    Ancora soli tre match di round robin - ne sono stati giocati 18 - e si conosceranno i nomi delle otto squadre Open che potranno accedere ai quarti di finale della 37esima Bermuda Bowl, per conquistare un trofeo, quello mondiale, da tre consecutive edizioni saldamente nelle mani degli Stati Uniti. Il Blue Team, già campione olimpico e continentale, é giunto in terra portoghese con l'esplicito proposito di interrompere questa supremazia e aggiungere al proprio prestigioso palmares un titolo che manca da 30 anni. Impresa che, per ora, sembra riuscire perfettamente con gli azzurri saldamente in testa alla classifica parziale con ben 40 punti di vantaggio sulla seconda Cina. La giornata di gara appena trascorsa, pur essendo di quelle ad alto rischio, ha confermato il valore di un sestetto che, affatto appagato dai risultati conseguiti nell'ultimo decennio, continua a crescere e migliorarsi. La mattinata di gioco si é aperta con lo scontro diretto con la Cina, una formazione pericolosa che, nelle recenti Olimpiadi di Istanbul, giungendo sorprendentemente alle semifinali, ha saputo dimostrare tutto il suo valore. Il quartetto storico formato da Bocchi-Duboin e Lauria-Versace, dopo avere concesso agli avversari 12 match points nei primi tre board, ha chiuso il rubinetto e non ha più fatto segnare un solo punto nelle rimanenti 17 mani, chiudendo il match con uno schiacciante 48 a 12 che, tradotto in Victory, diviene un limpidissimo 22-8. "Devo proprio ammettere - dichiara un sorridente Alfredo Versace - che abbiamo giocato benissimo, non sbagliando nulla né in dichiarazione, né in gioco, né tantomeno in controgioco e, quando va così, non ce n'é per nessuno".
    
    Nel secondo round c'é la debole Nuova Zelanda. Entrano in campo Fantoni e Nunes al posto di Bocchi-Duboin. In un set di mani piatte, uno slam al 50% con l'Asso di Cuori mal messo e qualche fallosità sparsa sulla linea dei neo-entrati sono più che sufficienti, visti i soli 20 board a disposizione, per spostare i punti dall'altra parte: 44 quelli loro, contro i 33 degli azzurri e il 12-18 finale. Ma il match più atteso era quello contro USA2, la formazione statunitense che, in scioltezza, ha vinto i Trials americani. Il capitano Maria Teresa Lavazza, operando la consueta rotazione, schiera di nuovo Fantoni-Nunes, affiancati questa volta da Bocchi_Duboin. Si assiste a un altro incontro ineccepibile con Norberto e Giorgino praticamente perfetti. Per Gitelman, Moss & C. nulla da fare: 18-12 e il consolidamento del primato in classifica. Il programma di oggi vede gli italiani affrontare: Giappone, Canada e USA1.
    
    Molto differente il campionato dei senior italiani, giunti in terra portoghese con velleità affatto celate e, invece, a una sola giornata dal termine delle qualificazioni, solo 13esimi. Il poco affiatamento delle coppie, la disabitudine di alcuni all'agonismo esasperato proprio di questo evento e il rendimento discontinuo di taluni, sono riusciti a offuscare l'enorme talento e classe di una formazione che non ha pari nel mondo. Per rientrare in pista poteva essere sufficiente un pareggio o una sconfitta di misura contro la corazzata americana, se poi seguito da due convincenti vittorie nei match successivi contro Marocco e Portogallo, due squadre di bassa e media classifica. Ma le cose vanno diversamente. Pronti via subiscono un brutto cappotto (4-25) e, quindi, a poco servono le due successive vittorie: netta con il Marocco per 21 a 9, e di misura contro il Portogallo per 16-14. Sono 28 i punti che ora dividono gli azzurri dalla ottava posizione, l'ultima valida per entrare nei quarti. Davvero troppi, anche se gli avversari di oggi, nell'ordine Bangladesh, Egitto e Giappone, formazioni di ben poca levatura tecnica, potrebbero dar loro una mano.
    
    
    Grazie Benito e Piero!
    
    L'evento più significativo e commovente dell'ultima giornata di gioco del round robin é stato il tributo che il Seniors Congress ha voluto donare ai due campionissimi Piero Forquet e Benito Garozzo, i due leggendari bridgisti italiani che, dimostrando quella passione e sportività che solo i grandi posseggono, hanno accettato con entusiasmo l'invito della Federazione Italiana a indossare, ancora una volta e dopo ben tre decenni, quella maglia azzurra con la quale hanno vinto tutto il vincibile. Di fronte ad una platea che raccoglieva tutta la crème del bridge mondiale, Piero e Benito hanno ricevuto il ringraziamento ufficiale per la loro partecipazione a questi mondiali, da parte di tutte le massime autorità della WBF e della EBL, un ringraziamento coronato, alla fine, da un applauso durato più di cinque minuti. Un visibilmente commosso Piero Forquet, al termine, ha voluto scherzosamente scusarsi con tutti per non essere riuscito ad aggiungere, nel suo spettacolare palmares, l'unico oro che mancava: quello dello squadre seniores.
    

Open
FORMAZIONE
Norberto Bocchi
Giorgio Duboin
Claudio Nunes
Fulvio Fantoni
Alfredo Versace
Lorenzo Lauria
Maria Teresa Lavazza (cng)
Massimo Ortensi (coach)
Senior
FORMAZIONE
Dano De Falcoy
Pietro FORQUET
Benito GAROZZO
Nino MASUCCI
Carlo MOSCA
Silvio SBARIGIA
Guido Resta (cng)
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