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01/11/2005
Diario 10ª giornata
Blue Team in Semifinale contro la Svezia
    
    Tutto secondo copione. Passano alle semifinali della Bermuda Bowl le quattro formazioni più forti e accreditate del Campionato: Italia, Usa1, Usa2 e Svezia. Nessuna sorpresa, quindi, al termine dei quarti di finale che, nella seconda giornata di gioco, escluse le incertezze emerse nei primi tre round, hanno evidenziato la netta supremazia dei quattro team che, fin dalla vigilia della competizione, godevano dei favori del pronostico. Gli azzurri, che al giro di boa erano riusciti ad accumulare solo 35 match points di vantaggio contro l'affatto pericoloso India, si sono ripresentati al tavolo finalmente carichi, concentrati e, soprattutto, motivati a chiudere un incontro che si era già protratto molto più del necessario. Il 67 a 22 del segmento di apertura - in campo Fantoni-Nunes e Lauria-Versace - ha chiuso ogni discorso. Gli italiani si portano avanti di 80 punti, un vantaggio tale da rendere pura formalità i rimanenti due segmenti di gioco terminati 35-31 e 33-37. Alla fine, il Blue Team approda alla semifinale con un inequivocabile 272 a 192. Sulla falsariga di quanto avvenuto in questo match, anche due delle altre tre sfide, quelle che vedevano come protagoniste le due formazioni statunitensi. Incerte e relativamente equilibrate nella loro prima parte, decisamente a loro favorevoli nella seconda fazione di gioco. Gli americani di USA1 detentori del titolo, solo + 22 contro il Brasile dopo i primi tre round, si sono ripresentati con un devastante 55 a 2; un po' meno veementi, ma ugualmente solidi, i "cugini" di USA2 che, opposti all'Argentina, hanno incrementato il distacco già esistente di +25 con un parziale di 40-24. Differente, invece, l'andamento del match tra Svezia e Egitto, in cui i nordici hanno pensato bene di stabilire le giuste distanze fin dall'inizio, potendo così dormire sonni tranquilli.
    
    Per Nystrom & C. già avanti di oltre 40 MP nella prima giornata, é stato sufficiente controllare il vantaggio accumulato, divenuto al termine di ben 110 lunghezze. Incroci obbligati nella semifinale che, per regolamento, costringe i due team americani ad affrontarsi. Per gli italiani, quindi, la sfida con la Svezia, una squadra molto pericolosa, che gioca un bridge estremamente convenzionale e che può contare sulla grande esperienza della coppia Sundelin-Lindkvist e sull'aggressività dei due giovani professionisti, da anni sponsorizzati in terra americana, Nystrom e Bertheau. Dunque, 96 board per nulla semplici per gli azzurri che, pur essendo, almeno sulla carta, evidentemente più attrezzati tecnicamente, potranno guadagnarsi la finale solo mostrando quella concentrazione e costanza di rendimento fino ad ora alquanto discontinue.
    
    QUARTI DI FINALE
    ITALIA - INDIA 272 - 192.3
    USA2 - ARGENTINA 250 - 198
    USA1 - BRASILE 243 - 141
    EGITTO - SVEZIA 157 - 268
    
    SEMIFINALI
    ITALIA - SVEZIA
    USA2 - USA1
    
    

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Fulvio Fantoni
Alfredo Versace
Lorenzo Lauria
Maria Teresa Lavazza (cng)
Massimo Ortensi (coach)
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Pietro FORQUET
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