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06/04/2017
Ferdinando Righini
Ho conosciuto Nando al Circolo di Catanzaro molti anni fa, forse poco più di una quindicina.

Il suo carattere schivo, riservato, fece sì che tornando a Reggio non lo rammentassi con particolare interesse, una persona simpatica affabile ma in fondo sembrava uno come tanti …
Col passare degli anni, via via che la conoscenza si consolidava, scoprivo che la prima mia impressione sul suo conto, certamente dettata dal poco tempo concessole, veniva piacevolmente stravolta, imparavo a conoscere una persona di grande intelligenza e signorilità ma soprattutto una persona affettuosa e  sensibile.
  
Quando scoprimmo che, prima del Bridge, ci accomunava il grande amore per la musica la nostra amicizia crebbe in modo per così dire esponenziale.

Quando ci incontravamo le nostre discussioni abbandonavano i "muti" tavoli verdi e "volavano" sui "Riff" di Jimmy Page o su "Mano lenta" Eric Clapton, sugli immortali arrangiamenti di Steve Cropper odi come l'esile bellezza di Pattie Boyde avesse ispirato le più belle canzoni dello scorso secolo e per finire su quanto ci avesse coinvolto, fatto innamorare la "musica del diavolo".

Quando mi parlò dell'idea di proporre al suo gruppo musicale di suonare le "cover" meno conosciute degli anni 60/70, anche io nel tentativo di dare un mio piccolo contributo al suo progetto, mi lancia alla ricerca di antichi pezzi per lo più sconosciuti o dimenticati segnalandogli periodicamente l’esito delle mie ricerche. E’ ancora vivo in me il ricordo dell’espressione felice dei suoi occhi ad ogni nuova, "antica" scoperta che io gli proponevo!

Nando, ora che hai certamente raggiunto il posto dove si è tutti più buoni e di conseguenza si è costretti a perdonare, ti posso finalmente confessare un cosa che nonho mai avuto il coraggio di dirti. Quando mi parlavi di un’altra tua grande passione il basket,e con competenza cercavi di spiegarmi di "ala", "ala piccola", "play" io ti seguivo con molta riluttanza e un po’ di imbarazzo perché, perdonami, la pallacanestro non mi ha mai entusiasmato …

Ci mancherai … il Bridge calabrese ha perso una guida competente e soprattutto signorile, un esempio di riservatezza e stile che difficilmente potremo dimenticare.  Un abbraccio a tutti gli altri suoi amici e alla famiglia.

Massimo Murolo


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